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24/11/2011 - Messico - Comunicato Stampa dell’Ispettoria di Messico-Guadalajara (MEG)
Foto dell'articolo -MESSICO – COMUNICATO STAMPA DELL’ISPETTORIA DI MESSICO-GUADALAJARA (MEG)

All’opinione pubblica:

Condanniamo energicamente, come abbiamo fatto negli ultimi 4 anni, il vile omicidio e la violenza di cui è stata oggetto la nostra allieva Itzachel Shantal González López, alla quale è stata negata qualsiasi possibilità che quel crimine da lei subito trovi giustizia, dato che lo Stato di San Luis Potosi, in un complotto tra il potere esecutivo locale e il potere giudiziario dello Stato, ha insistito, senza un fondamento giuridico valido e sufficiente, nel segnalare quale responsabile del suddetto crimine il sacerdote José Carlos Contreras Rodríguez, del quale ribadiamo l’innocenza. Lo Stato si è negato la possibilità di seguire qualsiasi altra pista investigativa, e questo anche avendo a disposizione la testimonianza di molte persone che indicano come probabile responsabile di questo crimine una persona della quale si hanno anche delle descrizioni orali e rappresentazioni nei verbali del caso, mentre ancora non si ha alcuna prova che incrimini il nostro amato José Carlos.

Con profondo dispiacere, ma con una grande fede in Dio, nel quale tutta la giustizia ha fondamento, noi salesiani del Messico settentrionale, Ispettoria di “Cristo Re e Maria Ausiliatrice” esprimiamo la nostra indignazione per il fatto che il nostro confratello, don José Carlos Contreras, sia stato dichiarato colpevole di un crimine che mai ha commesso.

Non possiamo essere d’accordo con un processo giudiziario che sin dall’inizio mancava di credibilità e sostentamento, e nel corso del quale si sono evidenziati diversi interessi extragiudiziali, pressioni che hanno forzato ad una condanna palesemente ingiusta, e che confermano soltanto come in effetti questa triste situazione sia stata sin dal principio una persecuzione contro i Salesiani e l’opera educativa di San Luis Potosi, nella quale don José Carlos è stato solo un capro espiatorio. Chi ha operato in questa maniera, intervenendo dolosamente nel processo, per sottile che appaia la usa azione, è incorso in una totale mancanza di aderenza alla verità e alla giustizia, mostrando la sua parzialità e iniquità.

Fin dall’inizio di questo caso sono saltate all’occhio varie irregolarità e condotte riprovevoli da parte di chi si suppone dovrebbe essere imparziale e aderente al diritto, alla giustizia e alla verità. Al contrario, a scapito di don José Carlos sono stati fatti una serie di abusi da parte dell’autorità e da chi si suppone debba difenderla.

Sperando che l’influenza e la portata di chi ha mosso i fili di questo processo solo per incriminare un innocente non vadano oltre questa istanza, abbiamo fatto appello contro il verdetto di fronte alle autorità competenti e, se necessario, lo faremo anche davanti alla giustizia federale, con la ferma convinzione che le nostre azioni, lungi da essere un incaponimento, sono invece un atto di adesione alla verità e alla giustizia, dato che si sta condannando un innocente e lasciando libero il vero colpevole del crimine contro Itzachel.

Inoltre, anche per senso di giustizia, non ci riposeremo finché non saremo sicuri che le azioni di coloro che hanno cercato di distorcere la legge a scapito del nostro confratello José Carlos non rimangano nell’impunità.

Quanti facciamo parte della Congregazione Salesiana, membri della grande Famiglia Salesiana, familiari e amici di don José Carlos non smetteremo mai di aiutarlo e gli resteremo sempre vicini, manifestando il nostro affetto e la solidarietà così come offrendo la nostra preghiera continua per la suo rapida liberazione. Alla stessa maniera invitiamo tutti i fedeli e le persone di buona volontà a rimanere uniti per Itzachel, perché sia punito il vero colpevole. Che queste due ingiustizie non restino impunite.

Salesiani di Don Bosco
Ispettoria Cristo Re e Maria Ausiliatrice

 

Sul sito sdb.org, inoltre, è presente il Comunicato Stampa emesso ieri, 23 novembre 2011, dalla Congregazione Salesiana in riferimento alla condanna di don Josè Carlos.

Pubblicato il 24/11/2011 

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