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11/7/2012 - Spagna - “Miscelánea Comillas” loda l’opera di don Arthur Lenti
Foto dell'articolo -SPAGNA – “MISCELÁNEA COMILLAS” LODA L’OPERA DI DON ARTHUR LENTI

(ANS – Madrid) – La Pontificia Università Comillas, della Compagnia di Gesù, nella sua rivista “Miscelánea Comillas” – principale strumento di distribuzione della produzione scientifica della Facoltà di Scienze Umane e Sociali – ha recentemente pubblicato una recensione, in termini molto positivi, del primo volume dell’edizione spagnola dell’opera “Don Bosco, Storia e Carisma” di don Arthur Lenti, sdb.

L’edizione in lingua spagnola è stata curata da don Juan José Bartolomé e don Jesús Graciliano González e pubblicata dalla “Central Catequística Salesiana” (CCS) di Madrid. In accordo con l’autore i due curatori hanno concentrato la monumentale opera di don Lenti – composta di 7 libri – in 3 volumi, aggiornando le note e le citazioni e aggiungendo una bibliografia spagnola.

William Rodriguez Campos, l’autore della recensione sul primo volume, raccomanda l’opera di don Lenti, uno storico che sa individuare il filo conduttore e unire le vicende umane, fissandone in maniera oggettiva il ricordo. Questo è ciò che fa don Lenti presentando magistralmente la vita e le opere di San Giovanni Bosco (1815-1888). “I primi due capitoli dedicati allo studio delle fonti e della tradizione biografica su Don Bosco sono gioielli di inestimabile valore per storici, scienziati sociali e ricercatori” afferma Rodriguez Campos.

Facendo ricorso all’ermeneutica don Lenti individua, valorizza, contrasta e, spesso, corregge, documenti e interpretazioni su Don Bosco ritenuti indubitabili fino ad oggi. Abbatte con forza e in maniera definitiva miti e visioni superficiali. A tal proposito, sottolinea il lavoro svolto sul testo delle “Memorie dell’Oratorio”, perché sottopone ad esame critico aneddoti della vita di Don Bosco trasformatisi in “categorie”: Don Bosco contrapposto ai parroci, rivoluzionario perseguitato dalle autorità civili, abbandonato e solo, non impegnato in politica. Don Lenti mostra che tutte questi aneddoti sono falsi.

Nel situare il santo nel suo contesto religioso, don Lenti mette in evidenza un elemento fondamentale: l’influenza diretta, consapevole, desiderata di Gesuiti, Paolini, Francescani, Oblati, Oratoriani... Per studiare l’azione sociale di Don Bosco, la sua spiritualità e la Pastorale, non si può ignorare il fatto che Don Bosco sintetizza queste influenze in maniera vitale, spirituale e pedagogica.

L’ambiente del Convitto ecclesiastico vissuto da Don Bosco fu un’esperienza di equilibrio formativo e teologico. L’ambiente del Convitto era contrario al giansenismo, al liberalismo e al gallicanesimo. Si sperimentava una forte influenza dei Gesuiti, tra le altre cose, attraverso le “associazioni di amicizia”. I modelli di teologia morale e pastorale proposti erano, peraltro, molto diversi tra loro: San Carlo Borromeo, San Filippo Neri e San Francesco di Sales. E ad aiutare Don Bosco nel virare verso una spiritualità fondata sull'amore e sulla carità pastorale ci fu don Giuseppe Cafasso. “Di fatto – afferma Rodriguez Campos – sono don Luigi Guala e don Cafasso i fondatori e l’anima del Convitto”.

Nota l’autore della recessione che il XIV capitolo è quello di maggior impatto e dalla più vasta documentazione; manifesta la “scoperta esplosiva di Don Bosco dei giovani poveri e abbandonati di Torino”. Racconta in maniera disincantata la situazione sociale, morale e religiosa della gioventù. La crescita della popolazione e l’espansione urbana contribuirono a peggiorare le condizioni di vita della popolazione rurale, con fame, sfruttamento del lavoro e disoccupazione, povertà, analfabetismo e accattonaggio. Mentre all’Oratorio i giovani trovato una casa, una scuola e un cortile in cui giocare. La novità dell’Oratorio di Don Bosco: la finalità fondamentalmente religiosa.

Rodriguez Campos segnala anche che, attraverso i Regolamenti per l’Oratorio si può notare un’altra qualità di Don Bosco, quella dello scrittore. E conclude, infine: “Opera straordinaria. Piena di temi e percorsi. Eccellente lo sforzo e la realizzazione, dove si uniscono armoniosamente una visione realistica della vita e dell’opera di Don Bosco e la sua autentica motivazione religiosa”.

Pubblicato il 11/07/2012

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