(ANS – Farnières) – Anche quest’anno il movimento “Epahata Don Bosco”, del Belgio sud, ha portato a termine un’impresa sportiva che, più che privilegiare l’aspetto fisico, ha curato la mente, lo spirito, la coesione di gruppo e la conoscenza di una parte d’Europa. 50 giovani, dai 14 ai 22 anni, hanno attraversato in bicicletta la Polonia dal nord al sud scoprendo la storia, la cultura e i valori di un popolo fiero e coraggioso.
Partito da Danzica il 12 luglio, il lungo itinerario si è concluso a Cracovia il 28 dello stesso mese. La finalità principale dell’impresa, come le edizioni precedenti, è stata quella di favorire la coesione del gruppo giovanile.
Le lunghe tappe, con una media di 100 km al giorno, hanno seguito un itinerario non solo geografico, ma anche formativo. Al mattino, dopo la fragorosa sveglia musicale e un’abbondante colazione, ai giovani veniva spiegato il tema della giornata ispirato a quello generale “Cuore al corpo”. Una scenetta del Dottor X, una preghiera, un canto e un piccolo segno su un manichino che si andava completando giorno dopo giorno, hanno favorito l’interiorizzazione del tema. Poi tutti in sella, procedendo in gruppi di 10, così che i ciclisti potessero scambiare le proprie riflessioni sul tema della giornata. A fine tappa, in serata, c’era la condivisione tematica.
Lungo il tragitto non sono mancati gli incidenti di percorso; Christelle ha scoperto quanto un ciclista possa essere tradito dalle rotaie ferroviarie, Simon e Bruno hanno sperimentato lo slittamento dei freni sotto la pioggia. Con una media di 18-20 km all’ora, a mezzogiorno si realizzavano in genere i due terzi della tappa, 60-65 km.
Ai giorni d’intense pedalate sono stati intervallati giorni di riposo e attività varie. A Danzica i giovani hanno visitato il Museo di “Solidarność”, scoprendo eventi recenti di grande portata storico-sociale, come la liberazione dal regime comunista e il ritorno della democrazia in Polonia. A Częstochowa il Santuario della Madonna Nera ha mostrato il volto cattolico del paese. A Cracovia, nel corso della visita alla meravigliosa miniera di sale, nel vasto ambiente scolpito come una cattedrale, di fronte alla statua della Vergine i ragazzi hanno intonato un’“Ave Maria” conquistando il silenzio di decine di altri visitatori. Emozionante è stata la giornata trascorsa ad Oświęcim (Auschwitz) dove i giovani hanno avvertito la crudeltà della macchina di morte lì allestita e la sofferenza dei bambini, donne e persone innocenti lì imprigionati.
Ovunque il gruppo itinerante è stato ricevuto con simpatia e generosità, nelle case salesiane e in strutture e parrocchie non salesiane.
L’esperienza è stata un successo a vari livelli: in primo luogo l’integrazione dei giovani partecipanti, provenienti da ambienti diversi, costruitasi giorno per giorno; l’impegno dei più giovani, tra i 14 e i 16 anni, nei momenti di riflessione, deserto personale e di vita comunitaria; la positiva prima esperienza dell’equipe degli animatori, che ha collaudato la responsabilità di dover curare la qualità dell’esperienza; il clima cordiale sviluppato tra adulti che hanno supportato la logistica del viaggio e i giovani; la sete spirituale e la profondità di riflessione e di preghiera mostrata dai partecipanti.
L’itinerario ha avuto una duplice conclusione. La prima, quella geografica, a Cracovia, ultima tappa della biciclettata; la seconda, spirituale, a Farnières dove i giovani e tutto lo staff si sono diretti per l’eucaristia domenicale.
Pubblicato il 08/08/2012