Don Chávez è arrivato a Los Angeles il 19 settembre in occasione del “Salesian Youth Festival of Life”, una manifestazione organizzata dai giovani e dagli animatori della parrocchia di San Domenico Savio di Bellflower. Ad attenderlo anche una numerosa rappresentanza dei gruppi della Famiglia Salesiana. Don Chàvez ha esortato gli oltre i 500 presenti a pensare alla vita come un sogno che va realizzato individualmente e comunitariamente nella vicinanza a Cristo.
Il giorno seguente circa 2600, studenti provenienti dalle scuole salesiane del sud, si sono dati appuntamento presso la “St John Bosco`s Salesian High” di Bellflower dove hanno dato vita a incontro caratterizzato dal tema l’Albero della Vita. Don Chàvez successivamente ha visitato anche un`altra scuola salesiana, la “Bishop Mora Salesian High”.
Il 21 e il 22 settembre, spostandosi di volta in volta in varie comunità, ha incontrato i salesiani parlando loro della Vita Religiosa, della vocazione, della identità salesiana e della sua realtà nel mondo.
Il 23, giorno conclusivo della visita del Rettor Maggiore, ha avuto inizio con un gioioso incontro con la comunità cinese culminato, poi, con la celebrazione della messa domenicale nella Chiesa di San Pietro e Paolo a San Francisco. Dopo aver incontrato un gruppo della parrocchia del Corpus Christi, a raggiunto Watsonville, dove ha sede la “St Francis High School”. Qui ha celebrato la messa serale presso la parrocchia di “Our Lady Help of Christian`s” dove è stato accolto dal vescovo, mons. Richard Garcia. La serata, che ha visto Salesiani e Salesiane riuniti per la cena, è stata vissuta all`insegna dello spirito messicano con delle rappresentazioni, curate da alcuni giovani, su Madonna di Guadalupe, Juan Diego, l’indio al quale apparve la vergine, Don Bosco.
Don Chávez si è congedato dalla Famiglia dell’Ispettoria Stati Uniti Ovest (SUO) con una serie di chiari messaggi e con il compito ben preciso a d essere “siamo chiamati ad essere metafore di amore”.
Pubblicato il 28/09/2007