| Italia – La festa dei 50 anni attorno all’Eucaristia e al Rettor Maggiore |
| Italia - Partita da Valdocco l’insigne reliquia di Don Bosco |
Ad accogliere il Rettor Maggiore e il suo Vicario, Don Adriano Bregolin, il direttore dell’opera, don Bartolo Pirra, e il presidente degli ex allievi di Bra, Valter Manzone. Don Chávez ha ringraziato e incoraggiato i presenti e ha dato inizio alla festa dei giovani in oratorio.
Dopo aver visitato la casa natale di san Giuseppe Cottolengo, il IX successore di Don Bosco si è recato presso la sede del Municipio di Bra dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria da parte del Sindaco Camillo Scimone. L’ultimo consiglio comunale ha deliberato all’unanimità il conferimento a della cittadinanza a Don Chávez “per la lunga e fruttuosa presenza dei salesiani”.
Presenti, oltre a molti consiglieri comunali, anche il senatore Michelino Davico, ex allievo salesiano e insegnante presso il centro di formazione professionale di Bra, il consigliere regionale Franco Guida e l’assessore regionale Bruna Sibille.
Il primo cittadino ha sottolineato il grande affetto che la città di Bra nutre per i salesiani, “Una presenza – ha detto Scimone – indispensabile. I salesiani coinvolgono i ragazzi non solo nella scuola”. Ha ricordato, inoltre, come l’Amministrazione comunale da sempre ha sostenuto l’opera, non ultima la collaborazione per il nuovo campo di calcio.
Don Chávez, ringraziando, ha precisato come la sua venuta in città non sia stata solo per festeggiare i primi 50 anni di presenza, ma anche per rinnovare l’impegno suo e dei salesiani nell’educazione dei ragazzi di Bra.
“Sono molto preoccupato per quella che oggi si definisce emergenza educativa. – ha detto il IX successore di Don Bosco - La crescita economica e scientifica purtroppo non è sempre accompagnata ad una crescita morale”. Invitando i presenti a credere nei giovani e a dare loro delle risposte educative, il Rettor Maggiore ha ricordato come Don Bosco li avesse resi l’elemento fondamentale della sua missione.
Pubblicato il 25/04/2009