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La situazione è divenuta drammatica venerdì 18, quando l’innalzamento del livello delle acque nei due stati ha provocato delle inondazioni che hanno coinvolto oltre 200.000 persone.
Il comunicato stampa diffuso lunedì 28 giugno dal Coordinamento di Difesa Civile di Pernambuco, (Codecipe) fa sapere che 12 centri hanno dichiarato lo stato di calamità a causa dalle piogge. La settimana scorsa nello stato di Pernambuco si sono registrati 18 morti per l’alluvione e 67 comuni danneggiati. Nello stato di Alagoas la situazione è analoga, con 34 morti e 28 comuni colpiti. Molti degli abitanti del posto hanno paragonato l’alluvione ad uno tsunami, tanta era la devastazione provocata dalle acque.
Tra le città che hanno dichiarato lo stato di calamità ci sono i comuni di Murici e Branquinha. Quest’ultima è una delle località più danneggiate; ai mezzi di comunicazione il sindaco della città, Renata Moraes ha descritto una situazione disperata: “Siamo senza luce, senz’acqua, senza comunicazioni. Non è rimasto nulla. L’inondazione si è presa la clinica, le scuole, i negozi e tutte le aule del Consiglio Municipale. La gente ha perso tutto. Sono rimaste in piedi solo le case ai piedi della collina”.
Negli anni ‘80 e ‘90, Murici e Branquinha hanno fatto parte del gruppo di comuni alagoani chiamato “Regione Missionaria” e accoglievano i salesiani italiani delle Ispettorie gemellate di Verona e Recife. Attualmente solo l’opera Matriz de Camaragibe è rimasta come presenza salesiana, con la parrocchia e il centro giovanile. L’attuale direttore di questa comunità, don Bernardino Roana è stato parroco a Branquinha e nel 1989 attraversò una situazione simile.
Il disastro è stato seguito dai media locali e nazionali e gli aiuti sono in arrivo. La parrocchia Matriz de Camaragibe, anch’essa danneggiata dalle inondazioni, ha compiuto varie campagne per invitare alla carità e provvedere alla raccolta di alimenti e vestiti da inviare alla parrocchia di Branquinha.
Mons. Edvaldo Amaral, arcivescovo emerito di Maceió (AL) e attuale direttore del Santuario del Sacro Cuore a Recife, ha officiato diverse messe di beneficenza per raccogliere fondi e soccorsi. La Scuola di Arti e Mestieri “Don Bosco” e la Casa ispettoriale di Recife (BRE) stanno mobilitando i propri collaboratori e amici.
Iniziative di volontariato provengono anche da vari gruppi della Famiglia Salesiana, come gli allievi e i cooperatori. Allo stesso modo i salesiani delle altre Ispettorie del Brasile, come quella di Porto Alegre (BPA), sono entrate in contatto con la sede di Recife per aiutare le popolazioni colpite.
Pubblicato il 30/06/2010