| Spagna – Don Bosco nel suo cortile, nella sua casa e nella sua chiesa |
| Spagna – “Don Bosco è arrivato… e inizia il suo cammino a casa nostra” |
(ANS – Bilbao) – Il passaggio dell’urna contenente una reliquia insigne di Don Bosco è una continua sorpresa. Giunta il 1° maggio a Bilbao per iniziare la visita alle case salesiane della Spagna, ha suscitato nelle opere già visitate momenti di entusiasmo, preghiera e celebrazione, nei quali i protagonisti sono state le migliaia di giovani convenuti.
In questa prima fase la reliquia è in peregrinazione tra i Paesi Baschi, la Navarra e la Rioja. Nelle scuole salesiane l’urna è sempre stata accolta con una danza di benvenuto, l’“aurresku”. Gli studenti hanno pregato davanti a Don Bosco, ascoltato il racconto della sua vita e del suo impegno per i giovani, e lo hanno ricevuto con grandi feste. A Logroño l’urna è stata accolta a ritmo di samba; a Pamplona le campane della chiesa di San Fermin hanno suonato a festa per l’arrivo della reliquia; la banda e una compagnia di danza hanno accompagnato l’urna alla parrocchia di Urnieta (Gipuzkoa), mentre il cortile della scuola di Pamplona brulicava di giovani – come quello di Don Bosco a Torino – il pomeriggio in cui l’urna vi ha fatto tappa.
In questa prima settimana di peregrinazione, inoltre, la presenza di autorità comunali o delle autonomie regionali alle celebrazioni è stata piuttosto frequente.
Mons. Mario Iceta, vescovo di Bilbao, ha accolto la reliquia il 1° maggio e ha chiesto ai Salesiani di continuare a dare ai giovani ragioni di speranza, ragioni per dare senso alla vita; il vescovo di San Sebastian, mons. José Ignacio Munilla ha presieduto una messa emozionante a Intxaurrondo (San Sebastian); la diocesi di Navarra si è trasformata per la presenza della reliquia; mons. Francisco Pérez, arcivescovo di Pamplona-Tudela, ha presieduto l’accoglienza dell’urna attraverso una veglia con i giovani, organizzata dalla delegazione dei giovani della diocesi. Mons. Pérez ha anche presieduto una messa nella chiesa di Maria Ausiliatrice e un’altra a Tudela, dove non ci sono case salesiane, ma la devozione a Don Bosco è comunque grande.
La Cattedrale di Logroño era piena di fedeli alla messa presieduta da Mons. Juan José Omella, vescovo di Calahorra-La Calzada Logroño, nella quale il presule ha incoraggiato i Salesiani e gli educatori a continuare il lavoro pastorale iniziato da Don Bosco. Imitare Don Bosco è stato l’invito anche di mons. Miguel Asurmendi, sdb, vescovo di Vitoria. Nella cerimonia che ha presieduto, accompagnato da un folto gruppo di sacerdoti diocesani, ha chiesto agli educatori salesiani e agli animatori presenti: “Continuate ad essere i Don Bosco del nostro tempo”.
Ma ciò che è più significativo è che la reliquia di Don Bosco sta parlando. Nei luoghi visitati in questa settimana sono stati organizzati emozionanti momenti di preghiera che hanno permesso ai fedeli e ai giovani di ricordare la vita di Don Bosco e lo scopo di tutta la sua vita: la sua passione per il Vangelo e per portare i giovani ad incontrare Cristo, per mezzo di Maria Ausiliatrice. E questo è il messaggio che Salesiani ed organizzatori dei vari eventi stanno cercando d’inviare a giovani, fedeli ed educatori.
E Don Bosco parla ancora: quando vengono letti i brani delle sue Memorie, si cita la Lettera da Roma, si proiettano immagini dei film su di lui, si riportano i suoi sogni e si progetta il lavoro della Congregazione Salesiana in tutto il mondo. Don Bosco parla ancora oggi, continua a parlare all’orecchio, quando a Vitoria si ascoltano le sue parole o quando a Pamplona i giovani vicino all’urna prendono un foglietto con le sue frasi.
Per ulteriori informazioni visita: www.salesianosbilbao.es e www.conoceadonbosco.com.
Pubblicato il 10/05/2012