Sapientiam dedit illi La Famiglia salesiana del Piemonte e Valle d’Aosta ha celebrato il 25 aprile il 150° anniversario di fondazione della Congregazione salesiana. Tre gli eventi che hanno caratterizzato la giornata che come ha visto protagonisti i luoghi in cui Don Boscco visse ed operò. La solenne celebrazione è stata presieduta dal Rettor Maggiore Don Pascual Chávez. Nella gremita basilica di Maria Ausiliatrice, numerosi salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e rappresentanti dei gruppi della Famiglia Salesiana hanno ringraziato il Signore per il dono di Don Bosco, uomo e santo ancora attuale per il mondo e la chiesa. Oggi i giovani cercano questo! oggi come 150 anni fa, i giovani cercano adulti che li accettino incondizionatamente; adulti capaci di mettersi alla pari come Gesù che seduto tra gli altri, quasi abbassandosi, a portata di tutti, di essere vicini. I giovani cercano adulti capaci di farli sentire importanti, di metterli al centro. È ciò che Don Bosco ha fatto, è quello che Don Bosco ha chiesto ai suoi salesiani 150 anni fa: non solo amare, ma far sentire ai ragazzi che sono amati, sono il centro. Questo, a mio avviso, è il significato del farsi piccolo per entrare nel regno dei. Al termine della celebrazione è stata introdotta l’urna contenente una insigne reliquia di Don Bosco che viaggerà attraverso i cinque continenti e che preparerà il mondo salesiano al bicentenario nella nascita di Don Bosco che si celebrerà nel 2015. L’urna è stata realizzata in alluminio, bronzo e cristallo. Il basamento rappresenta un ponte; sui piloni sono riportate le date del bicentenario: 1815-2015. Ai lati ci sono delle formelle quadrangolari con volti di giovani dei cinque continenti. Lo stemma della Congregazione salesiana, che quest’anno celebra i 150 anni di fondazione, e il motto carismatico che adotto lo stesso Don Bosco – Da mihi animas, cetera tolle – completano la decorazione la teca. All’interno è posta una statua di Don Bosco, simile a quella che si trova nell’urna conservata nella basilica di Maria Ausiliatrice, contenente una reliquia insigne del santo. Fa che illuminati dal suo esempio in ogni parte del mondo, sollecitati da questa immagine e dai suoi insegnamenti, procediamo sulle orme del Signore, fino a che si formi in noi l’uomo perfetto nella misura piena della statura di Cristo. Nel pomeriggio ha avuto luogo, presso l’Auditorium della RAI di Torino, un concerto celebrativo dei 150 anni della fondazione della Congregazione Salesiana dal titolo “Sapientiam dedit illi”. Il Coro Interuniversitario di Roma e l’Orchestra degli studenti del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, diretti dai maestri Massimo Palombella, salesiano, e Giuseppe Ratti, hanno interpretato alcuni brani della tradizione del canto gregoriano e del repertorio di musica classica. Sono state eseguiti il “Victimæ paschali laudes”, il “Credo” dalla Missa “Papæ Marcelli” di Giovanni Pierluigi da Palestrina, l’”Introduzione, Tema e Variazioni per clarinetto e orchestra” di Gioachino Rossini, e la “Sinfonia n. 7 in la maggiore (op. 92)” di Ludwig van Beethoven. Molte le autorità religiose e civili intervenute. Insieme al Rettor Maggiore e al suo Vicario, don Bregolin, all’Ispettore, don Stefano Martoglio, erano presenti mons. Martinacci, in rappresentanza del card. Poletto, l’Ispettrice delle fma, sr Celestina Corna, il Sindaco di Torino, dott. Chiamparino, diversi assessori della giunta cittadina e di altre città vicine ed esponenti del mondo artistico e musicale. Nel corso dell’intervallo il Rettor Maggiore rispondendo ad alcune domande ha ricordato il grande dono che Don Bosco ha fatto alla società e alla chiesa dando ai giovani scuole, centri di formazione professionale, oratori, ma soprattutto il suo cuore. I Salesiani, che hanno scritto nel tempo una storia di amore, di condivisione, hanno ancora molta storia da scrivere. L’educazione è riuscire ad aprire il cuore dei bambini, degli adolescenti, dei ragazzi, dei giovani, perché il quel momento tu puoi veicolare tutti i valori che vuoi comunicare. Oggi purtroppo ci troviamo in una crisi di educazione; oggi si parla tanto di educazione, ma di educazione ce ne poca! Educare non vuol dire insegnare, non vuol dire ammaestrare, non vuol dire addomesticare, vuol dire formare la persona umana, il professionista e il cittadino di cui abbiamo bisogno. L’irruzione di Sergio Procopio dei “Barabba’s Clowns” del Centro Salesiano di Arese, che ha coinvolto il Rettor Maggiore in una simpatica scenetta, ha regalato ai presenti un quarto d’ora di allegria salesiana. Il conserto, che ha riscosso un grande consenso da parte pubblico, è stato concluso dagli interventi del dott. Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, del dott. Giuseppe Pizza, sottosegretario al Ministero per l’Istruzione, e dall’Ispettrice sr Celestina Corna e don Stefano Martoglio, Ispettore dei salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta.