RMG – La Madonna di Aparecida: 300 anni di grazia, per il Brasile e per il mondo
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12 Ottobre 2017

(ANS – Roma) – Era il 12 ottobre del 1717, cioè esattamente 300 anni fa, quando presso Porto Itaguaçu, nell’odierno Stato di San Paolo, in Brasile, avvenne il ritrovamento della statuetta della Madonna che ha dato origine alla devozione alla Vergine di Aparecida. Da allora il popolo brasiliano è sempre cresciuto nella fedeltà e nell’amore filiale verso la sua Patrona.

Domingos Garcia, Filipe Pedroso e João Alves del villaggio di Guaratinguetá, tre pescatori, si recarono sul fiume Paraiba. Gettarono le loro reti più volte, ma invano. Allora si spostarono per altri sei chilometri in un’area chiamata Porto Itaguaçu.

La rete di João Alves ad un certo momento diventò più pesante ed emerse una statuetta d’argilla dalle sembianze di Nostra Signora della Concezione, anche se senza testa. Rigettò la rete e questa volta recuperò anche la testa della piccola statua, alta appena una trentina di centimetri. Quando i tre pescatori rigettarono un’altra volta le loro reti, si riempirono di pesci.

La devozione alla Vergine di Aparecida è profondamente legata alla sofferenza e alla speranza della popolazione più umile e povera del Brasile: la statuetta è di colore nero, come il colore della pelle degli schiavi, e come le loro vite era spezzata; inoltre il primo miracolo sarebbe avvenuto proprio a beneficio di uno schiavo nero, di nome Zaccaria.

Per circa quindici anni la statua della Madonna rimase nella casa di Felipe Pedroso, attirando sempre di più l’attenzione dei fedeli. Nel 1733, Pedroso regalò la statua a suo figlio, il quale fece costruire a Itaguaçu una cappellina, che presto non riuscì più a contenere i pellegrini. Nel 1745 venne costruito un altro edificio, più grande, ma il flusso di fedeli in continuo aumento costrinse a costruire chiese sempre più grandi.

L’attuale basilica, consacrata nel 1980 da Giovanni Paolo II, è di poco minore della basilica vaticana e viene visitata ogni anno da circa 7 milioni di pellegrini. Anche Papa Benedetto XVI vi si recò in pellegrinaggio, nel maggio del 2007, recando al Santuario una Rosa d’Oro; mentre Papa Francesco vi è stato nel 2013, per affidare alla Vergine la GMG di Rio de Janeiro, e in quell’occasione disse: “quanta gioia mi dà venire alla casa della Madre di ogni brasiliano”.

Presso il Santuario di Aparecida, inoltre, nel 2007 ebbe luogo una tappa fondamentale della vita recente della Chiesa Latinoamericana: la V Conferenza Generale dell’Episcopato dell’America Latina e dei Caraibi, della quale Jorge Mario Bergoglio fu Coordinatore della Redazione del Documento finale. Parlando di quell’esperienza Papa Francesco ha ricordato che in quell’occasione i presuli si sentirono “incoraggiati, accompagnati e, in un certo senso, ispirati dalle migliaia di pellegrini che venivano ogni giorno ad affidare la loro vita alla Madonna” e ha affermato: “quella Conferenza è stata un grande momento di Chiesa”, perché “il documento di Aparecida non finisce in se stesso, perché l’apertura finale è sulla missione”.

Ieri, infine, salutando un gruppo di pellegrini brasiliani al termine dell’udienza generale, il Papa ha detto: “la storia dei pescatori che hanno ritrovato il corpo e poi il capo della statua della Madonna, successivamente uniti insieme, ci ricorda che in questo momento difficile del Brasile la Vergine Maria è un segno che spinge verso l’unità, fondata sulla solidarietà e sulla giustizia”.

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