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Cile – Un breve incontro del Papa con Juan Namuncurá, consanguineo di Ceferino

23 Gennaio 2018

(ANS - Temuco) – Subito dopo la messa nella città di Temuco, lo scorso 17 gennaio, Papa Francesco ha incontrato Juan Namuncurá, consanguineo del beato della Famiglia Salesiana Ceferino Namuncurá (1886-1905), insieme ad un gruppo di argentini.

Il Santo Padre aveva deciso in anticipo che a Temuco avrebbe riservato un tempo per un incontro, anche breve, con alcune persone di nazionalità argentina che voleva vedere personalmente e ascoltare per qualche minuto.

Tra le persone ricevute dal Pontefice, c’erano Mario Cafiero, dirigente politico, Eduardo Valdés, ex ambasciatore argentino presso la Santa Sede, e Juan Namuncurá, che ha come suo pro-prozio il beato Ceferino Namuncurá, a sua volta figlio del capo indigeno Manuel Namuncurá. A questo gruppo si è aggiunto poi, su invito dei primi tre, anche Juan Carlos Reinao Marilao, un medico, politico e leader Mapuche cileno, che dal 2017 è sindaco del comune di Renaico e Presidente dell’Associazione dei Comuni cileni con Sindaci Mapuche.

A pochi mesi dalla visita del Papa in Cile, Juan Namuncurá ha deciso di scrivere una lettera al Papa. Mario Cafiero e Eduardo Valdés hanno prestato servizio come facilitatori in modo che la missiva di quasi quattro pagine raggiungesse la meta.

“Caro e rispettabile Francesco, sono Juan Namuncurá, preceduto dalla fama delle azioni dei miei antenati – il più famoso e amato dei quali, per quel che riguarda gli ultimi tempi, è il mio pro-prozio, Ceferino, o Zeffirino, il nostro piccolo Zaffiro”. Così è iniziata la lettera che il Papa ha ricevuto e letto. Quindi, viene subito spiegato lo scopo dello scritto: “Desidero essere ‘un ponte per i tuoi fratelli’, che a livello personalmente e come conseguenza dei tempi, non sono solo quelli che un tempo abitavano le comunità, oggi popolarmente chiamate ‘Mapuche’, ma l’intera società”.

Nella sua lettera, Juan Namuncurá ha manifestato al Papa il suo desiderio di continuare “l’eredità e l’impegno del lignaggio familiare” cercando insieme “con un piccolo gruppo di fratelli (...) nuove strade e ponti, basati sulla pace e armonia” centrati sul concetto di “democratizzazione delle popolazioni indigene”.

E dopo aver letto la sua lettera, il Papa ha invitato a Namuncurá ad incontrarsi in Cile e a parlare personalmente di questi problemi, al di fuori dell’agenda ufficiale. Questo è stato il tema del dialogo nell’improvvisata sagrestia di Temuco. Juan Namuncurá ha descritto il dialogo come “molto concreto e profondo”, sebbene non abbia specificato i termini dello scambio. Ha anche espresso sorpresa per il modo in cui il Papa ha ricordato i dettagli della lettera, osservando che alcuni temi ed espressioni erano state ripresi anche nell’omelia pronunciata poco prima. “Sono rimasto ammirato – ha detto Namuncurá – dell’enorme velocità intellettuale di Francesco”, dal quale spera di ricevere sostegno per la sua iniziativa e con il quale resterà in contatto in futuro per far avanzare le conversazioni iniziate a Temuco.

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