Etiopia – Solidarietà e sport, il legame di Fiona May con le missioni

21 Luglio 2021

(ANS - Addis Abeba) – Ai bambini, ai ragazzi, ai più giovani occorre dare ampia libertà di giocare, correre, saltare, fare sport. Lo sanno bene i missionari salesiani che in 134 Paesi del mondo portano avanti il sistema preventivo di Don Bosco, il metodo educativo salesiano che fra le sue tante applicazioni mette sullo stesso piano le attività legate all’istruzione e quelle relative alla condivisione dei momenti di gioco e di sport, mezzi efficaci per favorire la salute fisica e spirituale, per promuovere l’impegno su diversi fronti, favorire una crescita equilibrata e la socialità.

Educare non è solo trasferire nozioni e istruire: educare è risvegliare, stimolare, promuovere. Oggi, nelle migliaia di missioni nel mondo, il sistema educativo salesiano abitua i più giovani a confrontarsi con gli altri e a crescere, li aiuta a leggersi dentro per affrontare il proprio futuro in maniera determinata lontano dalla povertà, dalla strada, dalla fame.

Da sportiva, ex campionessa mondiale di salto in lungo, madre di due giovani atlete talentuose, Fiona May, testimonial della Procura Missionaria salesiana di Torino Missioni Don Bosco, da anni crede nello sport come strumento fondamentale per la crescita di ragazze e ragazzi. Lo sport per Fiona: “significa mettersi in gioco e rispettare il prossimo, significa impegno e determinazione, avere spirito di gruppo, capacità di relazione e gestire la sconfitta”.

Ed è con queste parole e questo spirito che un anno e mezzo fa la testimonial di Missioni Don Bosco ha scelto di unire solidarietà e sport. Ha deciso di partire per il suo primo viaggio missionario con destinazione Mekanissa, missione salesiana nel quartiere povero di Addis Abeba. Lì, nel Centro Don Bosco, casa di accoglienza di oltre 400 bambini di strada, fra una visita, una lezione insieme ai ragazzi, una chiacchierata con Don Angelo Regazzo, missionario salesiano, Fiona ha giocato con decine di giovani del Centro, ha insegnato loro i principi fondamentali del salto in lungo, ha seguito le loro giornate nelle attività sportive e di ricreazione.

In quel luogo - un Centro che vanta 30 anni di attività, una Casa pensata per accompagnare i bambini più poveri e più soli - Fiona May ha scoperto in prima persona il grande programma della Famiglia Salesiana nel mondo. Un programma costituito da tanti progetti di educazione, formazione, accoglienza e promozione femminile, progetti per tutelare i diritti dell’infanzia, che Fiona supporta con il suo impegno. Presto, poi, tornerà a visitare di persona questi luoghi, dopo la sua parentesi come inviata a Tokyo per i Giochi Olimpici 2020-2021. Un simbolo, queste ultime, dello sport mondiale, un evento sportivo che promuove dal 1896 (prime Olimpiadi dell’era moderna) la non discriminazione, l’uguaglianza e la solidarietà, che favorisce l’avvento di una società pacifica e il rispetto dei principi etici fondamentali universali.

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