Italia – Messa di ringraziamento degli Argentini a Roma per la canonizzazione di Artemide Zatti

10 Ottobre 2022

(ANS – Roma) – La canonizzazione di Artemide Zatti è stato un evento che ha riempito di gioia e di orgoglio tutta l’Argentina, Paese in cui il salesiano coadiutore ha speso tutta la sua vita di dedizione ai malati e ai più poveri. Pur essendo nato in Italia, avendo egli vissuto dai 17 anni fino alla sua morte in terra argentina, e avendo ricevuto in vita la cittadinanza argentina, è stato definito il terzo santo argentino, dopo San Héctor Valdivielso Sáez e San José Gabriel del Rosario, più noto in Patria come “il cura brochero”. È per questo motivo che oggi, lunedì 10 ottobre, presso la Chiesa Nazionale Argentina a Roma, il cardinale argentino Leonardo Sandri, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, ha presieduto una Messa di ringraziamento per la canonizzazione di Zatti per i fedeli argentini riuniti a Roma.

La Messa è stata concelebrata anche dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, dal Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, don Pierluigi Cameroni; don Gabriel Romero, Consigliere per la Regione America Cono Sud; don Manuel Cayo, Ispettore del Perù; don Ricardo Campoli, del Settore per la Comunicazioni Sociali; dal Rettore della Chiesa Nazionale Argentina in Roma, don Fabián Alesso, e da altri sacerdoti, salesiani e non.

Tra i fedeli presenti tra i banchi, si segnalano, inoltre: l’Ambasciatrice argentina presso la Santa Sede, María Fernanda Silva; l’Ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede, Andrey Yurash; il Decano del Gruppo America Latina e Caribe presso la Santa Sede e Ambasciatore di El Salvador, Manuel López; il Segretario del Culto dell’Argentina, Guillermo Oliveri; Mons. Guillermo Karcher della Segretaria di Stato Santa Sede.

Nel corso della Messa, il porporato argentino ha sottolineato il valore della celebrazione odierna, “un’occasione propizia per presentare al Signore la gratitudine da parte della nostra Patria argentina, dall’Italia e dalla Congregazione Salesiana, dato che questo nostro fratello, Artemide Zatti, è stato elevato ieri agli onori degli altari da Papa Francesco. Artemide Zatti è santo!”

Pensando ai fedeli presenti in Chiesa, ha osservato anche: “lo sentiamo vicino perché la sua storia, almeno all’inizio, è simile a quella di molti di noi, come lo è anche per la famiglia di Papa Francesco e la mia”.

Quindi, entrando nel dettaglio della celebrazione della Messa con il Rito di Canonizzazione di ieri, ha annotato alcune “ammirevoli coincidenze che il Signore pone nel nostro cammino”, come la circostanza che Zatti, immigrato con la famiglia in Argentina, sia stato canonizzato insieme all’apostolo dei migranti, San Giovanni Battista Scalabrini.

Ha tracciato anche un parallelo tra la figura del samaritano lebbroso, guarito e grato presentato dal Vangelo della XXVIII Domenica del Tempo Ordinario e quella di Artemide Zatti: “Papa Francesco ha parlato di Zatti come di un santo esempio vivente di gratitudine, quella virtù manifestata dal samaritano guarito. Il nostro nuovo santo, una volta guarito dalla tubercolosi contratta per aver assistito ad un salesiano che ne era affetto, fece voto a Maria Ausiliatrice che se fosse sopravvissuto avrebbe consacrato la sua vita ai malati, e mantenne la promessa fino all’ultimo giorno della sua esistenza (…) Prima di essere un guaritore, Zatti si riconosceva come una persona guarita”.

Sempre a proposito di Zatti il porporato ha ricordato che “la ragione della sua esistenza è stata la carità”, che il suo obiettivo era “essere destinatario della cura di Dio, Padre di tutti, e arrivare ad essere segno della sua luce”, con una testimonianza “che era capace di disarmare anche i più increduli”. Per questo ha sintetizzato la sua azione come “eroica nella vita quotidiana, di una bontà genuina e contagiosa, senza interessi e pertanto feconda”.

“Se dovessimo scegliere un’immagine simbolo di Zatti – ha aggiunto ancora – credo che la più fedele sarebbe quella di Zatti con la sua bicicletta, il veicolo con il quale si recava dai suoi bisognosi, poveri e ricchi, con la borsa dei medicinali in una mano, e con il rosario nell’altra: da un lato la scienza umana con le sue scoperte per sradicare le malattie, e dall’altra la supplica di un figlio a suo Padre per ottenere ogni grazia. È qui la sintesi di un uomo, di un religioso, di un santo”.

E dopo aver citato il salesiano Mons. Esteban Laxague, vescovo di Viedma – la città argentina in cui Zatti espresse il suo pluridecennale servizio – per ricordare come ancora oggi la figura di Zatti sia viva e presente, il card. Sandri ha invocato l’intercessione del nuovo santo per tutta l’Argentina, la Congregazione Salesiana, e specialmente i suoi coadiutori, per il personale sanitario, il Papa e la Chiesa tutta. “Che la sua intercessione ci ispiri nel compimento della missione quotidiana che ci è richiesta” ha concluso.

A conclusione della Messa don Campoli ha consegnato alle autorità presenti alcuni doni per conto del Rettor Maggiore. La biografia di Zatti “Artemide Zatti, Salesiano Coadiutore. In bicicletta verso il cielo”, a cura di don Cameroni; una reliquia ex indumentis; il libro “Don Bosco a Roma”, che offre una guida ai luoghi del Santo dei Giovani nella Città Eterna.

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