RMG – I missionari della 154ª Spedizione Missionaria Salesiana: Emmanuel De Marie Musa Mbwisha, dalla Repubblica Democratica del Congo (AFC) all’Argentina (ARN)

(ANS – Roma) – Tra i missionari che domenica 24 settembre ricevono la Croce Missionaria dal Rettor Maggiore ci sono alcuni che hanno già iniziato la loro esperienza missionaria: come il giovane Emmanuel De Marie Musa Mbwisha, che pur essendo missionario già da un anno e mezzo conserva e forse, anzi, vede crescere con il passare del tempo tutto l’entusiasmo di chi vuole servire i giovani, la Congregazione e la Chiesa attraverso una fedele testimonianza cristiana e salesiana.

Puoi presentarti?

Sono Emmanuel De Marie Musa Mbwisha, salesiano congolese, nato a Kalemie nella provincia di Tanganica, nel sud-est della Repubblica Democratica del Congo, appartenente all’Ispettoria dell’Africa Centrale (AFC) e presente in Argentina Nord (ARN) dal gennaio 2022.

Cosa ti ha spinto a scegliere di diventare missionario?

Come i primi missionari salesiani, che hanno portato il carisma in Congo, anche io vorrei andare altrove per portare avanti la storia di San Giovanni Bosco.

Hai qualche timore o preoccupazione nei confronti del nuovo luogo, della cultura e della gente?

A parte la cultura, il clima, ecc. la cosa più importante per me è la gente, perché è lì che si viene mandati. Sono molto felice di aver incontrato in Argentina, soprattutto a Formosa, la mia prima terra di missione, persone (confratelli, giovani e collaboratori laici) che mi hanno accolto a braccia aperte e mi hanno offerto un posto importante non solo nella loro terra, ma anche nel loro cuore.

Come hanno reagito familiari, amici e confratelli quando hai detto loro della tua vocazione missionaria?

Di fronte alle diverse reazioni di familiari, amici e confratelli ho ricevuto molti incoraggiamenti e promesse di preghiera per la mia vocazione.

Quali sono i tuoi progetti e sogni per la vita missionaria?

L’unico progetto per la mia vita missionaria è quello di essere una parte reale del nuovo mondo e di essere utile a coloro a cui siamo inviati.

Hai in mente qualche modello di grande missionario di cui vuoi seguire lo stile di vita?

I Missionari d'Africa che hanno evangelizzato la mia diocesi (Kalemie-Kirungu) e in particolare quelli che hanno lavorato nella mia parrocchia hanno avuto un grande impatto sulla mia infanzia. Vedere questi missionari, per lo più belgi e francesi, parlare e officiare le celebrazioni liturgiche nella lingua locale, lo swahili, oltre alla loro dedizione e allo zelo apostolico, è stato sicuramente un esempio di vita missionaria assidua. Sono anche innamorato di questo famoso missionario che ha abbandonato tutto per diventare eremita e andare a vivere nel deserto del Sahara con i Tuareg; per me San Charles de Foucauld è un modello che ha saputo abbandonarsi alla volontà di Dio, come lui stesso ha detto: “Padre mio, mi abbandono a te, fa’ di me quello che vuoi”.

Qual è il tuo messaggio riguardo ai giovani sulla scelta della vocazione missionaria?

Il mio messaggio ai giovani è di essere missionari di pace ovunque siate, a partire da casa vostra. Di fronte alle discriminazioni razziali, sociali e religiose e ai conflitti interetnici e intercomunitari che prevalgono nella società, siate coloro che portano il nuovo impulso di cui tutti abbiamo bisogno per rendere la nostra società un’umanità non disumanizzante. Non abbiate paura di tendere la mano agli altri e di mostrare loro che, nonostante la nostra diversità, non siamo poi così diversi!

InfoANS

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