Italia – La spiritualità di Don Bosco: una bussola per tutta la Chiesa nell’era digitale

28 Novembre 2025
Foto ©: Vatican Media

(ANS – Sacrofano) – Si conclude oggi, venerdì 28 novembre 2025, presso il centro per ritiri “Fraterna Domus” di Sacrofano, alle porte di Roma, la 104a Assemblea Generale dell’Unione Superiori Generali (USG). Numerosi oggi gli incontri e i dibattiti sui temi dell’Intelligenza Artificiale, tra rischi e benefici, e sugli “abusi spirituali”. Intanto, nella giornata di giovedì 27 novembre, il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Fabio Attard, è stato tra i relatori di una tavola rotonda sul tema della preghiera, durante la quale si è soffermato su come la spiritualità salesiana sia ancora viva e come possa essere un’ancora spirituale nel mondo di oggi.

Dopo aver incontrato, mercoledì pomeriggio nell’Aula del Sinodo, Papa Leone XIV – subito prima della sua partenza per il suo primo viaggio apostolico internazionale in Turchia e Libano – al mattino di giovedì i religiosi dell’USG si sono riuniti presso la Fraterna Domus di Sacrofano per un incontro intitolato: “La preghiera oggi: tradizioni religiose a confronto”. Al fianco di Don Attard sono intervenuti anche Padre Jeremias Schröder, Abate Primate dell’Ordine di San Benedetto (Benedettini) e Fra’ Pascal Ahodegnon, Superiore Generale dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli).

L’esperienza di Don Bosco

“Ogni spiritualità è segnata dal suo contesto, ma sappiamo anche bene che essendo un dono dello Spirito ogni tradizione spirituale riesce a diventare quella esperienza capace di incarnarsi non solo nel tempo quando emerge, ma in ogni tempo. Sarebbe un errore gravissimo – ha sottolineato Don Attard – se dovesse mancare questa comprensione fondamentale di ogni tradizione spirituale. Basta osservare il grande dono che tutt’ora stanno regalando alla Chiesa e al mondo intero le varie tradizioni che hanno segnato i secoli e continuano a farlo tutt’ora oggi: quella benedettina, francescana, domenicana, ignaziana. La loro vitalità è il segno più chiaro e incoraggiante perché noi oggi siamo chiamati ad affrontare il nuovo senza paura e senza vergogna”.

Per questo l’XI Successore di Don Bosco ha lanciato un invito a leggere l’oggi senza paura e senza nostalgie, adottando “una lettura intelligente, affettiva ed effettiva del tempo”, perché il rischio, altrimenti, è quello di “non cogliere i semi di bontà che il Signore ci sta dando”.

Nel focalizzare l’attenzione sulla tradizione spirituale salesiana, il Rettor Maggiore ha parlato del carisma educativo pastorale che emergeva attraverso l’esperienza di Don Bosco che “prendeva delle forme tipiche che ancora oggi lo caratterizzano. L’incontro voluto e cercato con la realtà dei giovani, il desiderio di incarnarsi nella storia dei giovani che incontrava, dove sono, come sono, diventa un punto fermo perché dal di dentro di questa scelta fondata su rapporti relazionali di amorevolezza, fraternità e di fiducia reciproca tra giovani e pastori, gradualmente si plasmava una proposta pastorale. Le quattro dimensioni che marcano ogni proposta pastorale salesiana, già in maniera chiara nella vita di Don Bosco, non sono mete da raggiungere – ha ricordato il Rettor Maggiore - ma processi ed esperienze da far nascere dentro tale relazione pastorale”.

Il Sistema Preventivo

Secondo il salesiano, “sono processi tra loro interconnessi guardando alla integralità della persona: educazione alla fede, promozione della cultura, esperienza di gruppo e la dimensione vocazionale. Sono scelte pastorali che siamo chiamati ad interpretare in ogni contesto e cultura. Un lavoro di interpretazione della proposta che parte sempre dalla situazione attuale dei ragazzi e dei giovani che accompagniamo”.

Don Attard, infine, ha sottolineato l’importanza del “Sistema Preventivo” che è “un’eredità carismatica che ancora oggi permette a noi salesiani e a tanti laici che con noi vivono e condividono la missione salesiana, di stabilire processi educativi e pastorali in tutti i continenti e tutte le culture. Quello che Don Bosco ha vissuto e che poi ha formulato verso la fine della sua vita. Il Sistema Preventivo riesce ancora oggi a far nascere spazi di convergenza umana e pastorale, educativa e spirituale con la generazione dei giovani, di ogni religione o di nessuna, di ogni cultura e in ogni continente”.

Nella conclusione, Don Attard ha richiamato il Sistema Preventivo come bussola per abitare anche il territorio dell’intelligenza artificiale: “Umanizzare l’algoritmo non è un’operazione tecnologica, ma pastorale”. E le comunità religiose sono allor chiamate a respirare “l’aria dei giovani” e a camminare con loro. Perché “abbiamo giovani santi”, capaci ancora oggi di cercare autenticità, relazione e Vangelo.

La preghiera benedettina

Da parte sua, Padre Schröder ha ricordato come il cuore della preghiera monastica resti la vita comune e soprattutto l’Opus Dei, il ritmo quotidiano della liturgia delle ore che scandisce la giornata dei monasteri e costituisce la “roccia” dell’esperienza spirituale benedettina. Una preghiera corale, sobria, biblica, che non cerca effetti ma custodisce la memoria della storia della salvezza. “Non siamo molto attratti dalle liturgie fatte in casa”, ha affermato, sottolineando il valore della tradizione come luogo di equilibrio e di fedeltà ecclesiale. Accanto alla dimensione comunitaria, l’abate ha mostrato come nei secoli si sia sviluppato anche uno spazio significativo per la preghiera personale, dall’antica Trina oratio alla riscoperta moderna della meditazione, fino all’apporto di figure come García Cisneros, uno dei primi mistici spagnoli pioniere nell’uso delle tecniche meditative, o Willigis Jäger, sacerdote e maestro Zen noto per aver unito la saggezza occidentale e orientale. Una pluralità di vie che, in formazione, non viene imposta ma offerta, perché ciascun monaco possa trovare la propria modalità autentica di incontro con Dio. Elemento ormai condiviso in tutto l’ordine è la lectio divina, tempo quotidiano dedicato a un ascolto lento e “ruminato” della Parola e dei testi spirituali: un ponte tra preghiera e vita, un esercizio di interiorità che ben si contrappone alla frammentarietà del mondo digitale.

La “spiritualità ospedaliera” nell’era dell’IA

Sulla spiritualità ospedaliera nell’era dell’intelligenza artificiale (IA) e del digitale si è invece soffermato Fra’ Ahodegnon, il quale ha ricordato che in questo mondo dove milioni di persone “gridano la loro solitudine la loro sofferenza, il loro bisogno di senso, non più ad alta voce, ma nel silenzio assordante dei social network, dei forum, delle chat”, è giunto il monto di fermarsi a riflettere. “Fermarsi per amare, fermarsi per guardare, ascoltare, toccare, guarire. È proprio questo “fermarsi” che san Giovanni di Dio ha incarnato nelle strade di Granada e che costituisce il DNA del nostro Ordine da quasi cinque secoli. La nostra missione - ha aggiunto - non è quella di resistere all’era digitale, ma di trasfigurarla, trasformarla e abitarla con il nostro carisma. Per noi, fratelli e collaboratori, si tratta di essere su questa nuova strada, di fertilizzare la terra arida dell’oblio e dell’isolamento con l’ospitalità evangelica. Per compiere questa missione, dobbiamo ricordare da dove veniamo e chi siamo. È radicandoci nella roccia della nostra tradizione che potremo affrontare il vento del cambiamento”.

Di qui, Fra’ Ahodegno ha ricordato che “la spiritualità ospedaliera nell’era dell’intelligenza artificiale e del digitale non è un patrimonio da conservare, ma un seme da piantare nel mondo nuovo. È più viva e necessaria che mai”.

I lavori dell’USG sono proseguiti nel pomeriggio con padre Carlo Casalone, Gesuita, che ha offerto una relazione su “Intelligenza Artificiale e social media: riflessi antropologici e spirituali sulla preghiera”. Mentre oggi, nell’ultima giornata, si svolge un incontro su “Gli Abusi Spirituali”, al quale intervengono suor Tiziana Merletti, Segretario del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, cui segue un intervento del dottor Tomás Insua, Direttore dell’Istituto Laudato Si’, sul senso della celebrazione del “Mistero della Creazione in Cristo”.

Fonti: Vatican News, SIR

InfoANS

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