RMG – Beato Carlo Acutis: un giovane missionario moderno

03 Maggio 2022

(ANS – Roma) – 31 anni fa, il 3 maggio 1991, nasceva Carlo Acutis: il salesiano Antonio Cini lo presenta per la Giornata Missionaria Salesiana 2022 “Comunicare Cristo Oggi”. “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie” è una delle sue citazioni più famose, invito per tutti a cercare e perseguire la propria originalità.

Può un giovane del XXI secolo trovare un vero modello di vita cristiana tra i suoi coetanei? C’è un ragazzo, ancora vivo in Paradiso, che può insegnarci che la “nostra Meta deve essere l’Infinito, nostra Patria, non il finito”, come lui sosteneva, e come arrivarci senza eccessive difficoltà.

Si tratta del Beato Carlo Acutis, nato a Londra il 3 maggio 1991, ma vissuto poi a Milano. In questa città cresce come un normale ragazzo della sua generazione, in una famiglia che gli insegna i valori cristiani e frequentando le scuole cattoliche. Già dall’infanzia si vede che in lui c’è qualcosa di speciale: a soli 7 anni viene ammesso alla Prima Comunione e dai 12 anni si prende come impegni il partecipare alla Messa quotidiana, recitare ogni giorno il rosario, definita da lui “la scala più corta per salire al Cielo”, la confessione frequente e di andare all’Adorazione Eucaristica.

I suoi impegni di preghiera non lo estraniano però dal mondo, anzi lo rendono un giovane attivo e impegnato nelle piccole cose che un ragazzo della sua età può fare (e forse anche di più). Si impegna nello studio e nell’aiutare i suoi compagni, gioca a calcio e ai videogiochi, suona il sassofono, esce con gli amici. In tutte queste attività, trova il tempo di aiutare i poveri e i bisognosi, donando loro vestiti, cibo e la sua compagnia. Un ragazzo attento e premuroso sotto tanti aspetti.

Carlo è stato un grande appassionato di tecnologia, di Internet...e allo stesso tempo dei miracoli Eucaristici. A soli 14 anni crea un sito internet che mostra i moltissimi miracoli presenti nel mondo, che ancora esiste e viene portato avanti insieme ad altri suoi progetti (www.miracolieucaristici.org). Egli, infatti, credeva fermamente nell’uso di questi mezzi di comunicazione moderni per evangelizzare e l’amore che nutre per l’Eucarestia lo sprona a lavorare per far conoscere Gesù a tutti. Un’altra sua frase famosa è: “l’Eucarestia è la mia autostrada per il cielo”. Il suo chiodo fisso era diventare santo e parlare a tutti della santità.

Muore il 12 ottobre del 2006 nell’ospedale di Monza, a soli 15 anni, per una leucemia fulminante, vivendo la malattia come una prova da offrire per la Chiesa e il Papa. È stato beatificato il 10 settembre del 2020 ad Assisi, città da lui molto amata a visitata, nella quale voleva essere seppellito e dove tuttora riposa, nel Santuario della Spogliazione della chiesa di Santa Maria Maggiore.

Carlo, portando avanti lo slogan della personale originalità, vuole evidenziarci che ogni vita può comunicare Cristo agli altri e che ciascuno è chiamato a farlo con il suo modo caratteristico. Comprese che è indispensabile un grande sforzo missionario per annunciare il Vangelo a tutti. Il suo obiettivo, infatti, fu quello dei veri missionari: giungere a quante più persone possibili per far loro conoscere la bellezza e la gioia dell’amicizia con il Signore, sfruttando ciò che anche il mondo può offrire.

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