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Slovenia – Tomaž Vovko, medico ed exallievo di Don Bosco: “Abbiamo bisogno del vostro aiuto e sostegno”

29 Aprile 2020

(ANS – Ljubljana) – Il dott. Tomaž Vovko, exallievo del liceo salesiano “San Francesco di Sales” a Želimlje e a suo tempo attivamente coinvolto nei programmi di animazione salesiana, oggi è uno specialista di Infettivologia e Terapia Intensiva che lavora in una clinica per le malattie infettive presso il Centro Clinico Universitario di Ljubljana. Sposato, padre di tre figli, opera in prima fila tra i pazienti critici affetti da COVID-19. In un colloquio con Don Bosko Slovenija ha risposto alle domande riguardanti la pandemia, le cure e la quarantena, e ha suggerito nuovi metodi di lavoro educativo-pastorale.

Le mutuazione dei vari virus, ha spiegato il dott. Vovko, accompagnano l’umanità fin dall’inizio; per questo, dichiara, “ragionando sulla base di argomenti scientifici e medici, vanno respinte le varie teorie della cospirazione che circolano tra la gente”.

Parlando del lavoro tra i malati critici di COVID-19, tra i quali serve da settimane, ha sottolineato l’importanza della comunicazione: tra i malati, che sono in isolamento, e i loro famigliari, e da parte dei medici, chiamati a dover comunicare con tatto e umanità i peggioramenti o anche la morte dei pazienti.

In merito ai cambiamenti sociali imposti dal nuovo coronavirus e alle misure di confinamento, compresa la chiusura delle chiese, l’exallievo ha risposto che “per salvare le vite umane questo era essenziale”, e ha citato le situazioni verificatesi nel Nord Italia, in Spagna e negli Stati Uniti, che hanno mostrato chiaramente cosa può accadere quando il sistema sanitario si trovi al limite o addirittura oltre le sue capacità... “In Slovenia grazie a Dio limitando i contatti personali e sociali siamo stati in grado di aiutare chiunque ne avesse bisogno. Tutti dobbiamo essere grati per ogni vita salvata” ha affermato.

Con molta prudenza anch’egli aspetta una parziale normalizzazione della situazione, che porti a liturgie e riti con sufficiente sicurezza e senza contatti diretti.

Come Exallievo di Don Bosco, lo specialista offre anche consigli e proposte per il prossimo lavoro pastorale della Famiglia Salesiana: “Stiamo attraversando momenti difficili in cui abbiamo particolarmente bisogno del vostro aiuto e sostegno. I giovani possono trovare più difficile adottare queste restrizioni, che per loro sono probabilmente più difficili da capire, poiché i contatti sociali sono una parte importante del loro sviluppo personale”.

“Naturalmente – prosegue – possono trovare tali contatti sulle reti sociali, dove spesso però sono abbandonati a se stessi. Ma la socializzazione tra simili, accompagnata da animatori e guide spirituali, può anche essere realizzata attraverso le reti digitali. Come fanno già ampio uso di piattaforme digitali di comunicazione per la scuola, così si potrebbero incontrare compagni di classe nell’educazione religiosa o il catechismo” osserva.

Nelle prossime settimane le “rigide” restrizioni probabilmente inizieranno ad essere allentate e – considerato che in estate si prevede che la diffusione della SARS-CoV-2 rallenterà – si potrebbero organizzare Esercizi Spirituali e oratori estivi “su misura”, in particolare all’aperto, con contatti comunque limitati e un po’ più distanti del passato. “Adattare i programmi in questa direzione può essere un’opzione” spiega.

Al tempo stesso, dopo l’estate arriverà l’autunno, quindi, in attesa dello sviluppo e della produzione di medicinali o vaccini, “è lecito aspettarsi le stesse restrizioni di adesso, o anche più rigorose”.

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