RMG – Conosciamo i nuovi missionari: Albert, dall’India allo Sri Lanka

(ANS – Roma) – L’ultimo missionario ad essere presentato attraverso il sito di ANS è don Albert Tron Mawa, membro della 155ª Spedizione Missionaria Salesiana – quella dello scorso anno – e inviato come missionario dall’India allo Sri Lanka, che però ha partecipato al Corso Germoglio di quest’anno e che ha ricevuto la croce missionaria lo scorso 11 novembre.

Presentati, Albert!

Sono Albert Tron Mawa, originario della splendida Ispettoria di Shillong, in India. Oggi ho il privilegio di servire come sacerdote salesiano nella Visitatoria dello Sri Lanka, dedicando la mia vita alla missione di fede e servizio.

Che cosa ti ha ispirato a fare la scelta di diventare missionario?

Il mio cuore si è infiammato per la missione sin dai primi giorni della mia formazione, anche quando ero appena un aspirante. Ho trovato profonda ispirazione nelle eroiche storie di vita dei missionari che hanno portato la luce non solo a Shillong, ma anche in innumerevoli comunità in tutto il mondo. La loro dedizione ha piantato il seme della mia vocazione, mostrandomi una vita bella da vivere.

Sei felice del luogo in cui vai? Hai timori o esitazioni riguardo al nuovo posto, alla cultura e alle persone?

Il mio percorso in Sri Lanka è stato davvero fortunato; sono orgoglioso di chiamarlo casa da ormai 14 anni. Non è più un posto “nuovo”, ma un luogo con cui ho un legame profondo. Mi sento completamente a mio agio con la sua cultura vivace, la sua lingua bellissima e lo spirito caloroso e accogliente della gente dello Sri Lanka.

Come hanno reagito i tuoi familiari, amici e confratelli quando hai detto loro della tua vocazione missionaria?

Inizialmente, la mia famiglia sentiva un naturale desiderio che io restassi a servire nella mia Ipsettoria natale di Shillong. Mentre i miei confratelli mi hanno immediatamente e meravigliosamente sostenuto, ci sono voluti tempo e pazienza perché la mia famiglia accettasse pienamente la mia decisione di seguire la vocazione missionaria. Il loro sostegno, alla fine, è stato una vera benedizione e una conferma del mio percorso.

Quali sono i tuoi progetti e sogni per la tua vita missionaria?

La mia missione è semplice, ma profonda: offrire me stesso, senza riserve. Il mio sogno più grande è quello di dedicare tutte le mie energie al miglioramento delle condizioni dei giovani poveri e abbandonati, restituendo loro la speranza e aiutandoli a realizzare il pieno e incredibile potenziale che Dio ha posto in loro.

Hai in mente alcuni grandi missionari il cui stile e la cui vita vorresti seguire?

Sebbene tragga ispirazione dai numerosi missionari che hanno prestato servizio con dedizione a Shillong, c’è una figura che spicca su tutte: don Costantino Vendrame, il coraggioso Apostolo dei Khasis. Il suo stile di vita, la sua tenacia e il suo appassionato impegno nei confronti della popolazione mi hanno ispirato profondamente a dedicarmi completamente alla missione.

Come vivi l’esperienza del corso missionario (Corso Germoglio) e la ricezione della croce missionaria nel 150° anniversario?

Sono profondamente grato ed entusiasta di partecipare a questo corso missionario in quest’anno così speciale! Questa esperienza è stata preziosa per approfondire la mia comprensione della mia vocazione, e mi ha dato l’opportunità di entrare in contatto con altri missionari provenienti da ogni angolo del globo. È stato davvero stimolante e a mio avviso rafforza la famiglia globale della nostra missione.

Qual è il tuo messaggio per i giovani riguardo alla scelta e alla vocazione missionaria?

Il mio messaggio è un invito al coraggio e alla generosità radicale. Giovani, abbiate il coraggio di dire “sì” alla chiamata di Dio! C’è bisogno di voi come missionari non solo oltreoceano, ma proprio ora, nella vostra famiglia, nella vostra società e nel mondo intero. Abbracciate l’avventura della fede e del servizio.

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