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RMG – La necessità di impegnarsi nell’apprendimento delle lingue
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13 Luglio 2021
Foto da Pexels

(ANS – Roma) – In una Congregazione globale come quella salesiana, presente in 134 Paesi del mondo, e nel contesto dei processi sociali in atto in tutto il mondo, che vedono le società diventare sempre più multietniche e multiculturali, l’apprendimento delle lingue diventa un impegno irrinunciabile per chi intende proclamare il Vangelo e lavorare per l’educazione dei giovani. Don Alfred Maravilla, Consigliere Generale per le Missioni, offre una sua riflessione sul tema.

Il Superiore che riceve un nuovo missionario nella sua Circoscrizione ha l’obbligo di assicurargli un corso formale di lingua di almeno sei mesi, che può essere esteso se il nuovo missionario ne ha bisogno. I giovani oggi generalmente conoscono almeno una lingua straniera, oltre alla loro lingua nazionale. Così, per dei pastori-educatori dei giovani, il bilinguismo è una realtà, che ogni salesiano, in ogni contesto, è chiamato ad affrontare.

Ciascuna lingua è un prodotto del pensiero e del comportamento di un gruppo di persone. Essa è una delle parti più importanti di ogni cultura perché è lo strumento che esprimere valori, credenze e significati. E leggendo tutto questo al contrario, si può dire che ciascuna lingua determina la mentalità, il modo di pensare e la visione del mondo di chi la parla, permettendo a costoro di costruire relazioni e creare un senso di comunità.

Imparare una nuova lingua può essere difficile e portare allo scoraggiamento, ma apre nuovi orizzonti. Non significa solo imparare un nuovo alfabeto, delle regole grammaticali o la sintassi; vuol dire apprendere anche il modo di vivere e le tradizioni culturali di quel gruppo di persone.

Il contesto culturale è il fondamento della comprensione di una lingua, mentre la lingua è la chiave di una cultura. Da un lato, non si può imparare una lingua senza capirne la cultura. D’altra parte, la lingua è la chiave per comprendere una cultura. Così, imparare una lingua aiuta a capire un’altra cultura. Infatti, se non si è immersi nella sua cultura, diventa una seria sfida parlare con efficacia una lingua.

Parlare una nuova lingua permette al salesiano di identificarsi con gli altri che la parlano, conoscere la loro cultura, capire perché si comportano in quel modo, raggiungerli e sussurrare loro il Vangelo! Gli apre i grandi orizzonti del dialogo interculturale e gli permette di essere un agente attivo nell’approfondire l’inculturazione del carisma di Don Bosco nella propria cultura.

Per la riflessione e il dibattito, domando:

-      Quanto m’impegno per essere bilingue?

-      Quanto m’impegno per imparare la lingua e la cultura locale del Paese in cui opero?

Don Alfred Maravilla, SDB

Consigliere Generale per le Missioni

Fonte: AustraLasia

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