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RMG – L’Accompagnamento Personale Salesiano
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26 Ottobre 2017

(ANS – Roma) – L’accompagnamento personale salesiano non è certo una novità, perché è come dire in tre parole quello che è stato il rapporto di Don Bosco con ciascuno dei suoi ragazzi. Ciò che è nuovo, o meglio, che si sta rinnovando in questi ultimi mesi, è un vivo interesse per la sua pratica, nella prassi ordinaria della pastorale giovanile all’interno delle 1771 case che formano la Congregazione oggi (oltre a 102 presenze), e in particolare nelle 342 comunità di formazione iniziale.

di don Silvio Roggia, SDB

Per questo si è voluto anzitutto mettersi in un atteggiamento di ascolto di chi in questo tempo è più direttamente ‘esperto’ di processi di accompagnamento, cioè, di chi ne fa esperienza dal prenoviziato al quinquennio.

Si è proposto un solido questionario di una ventina di pagine a questa porzione più giovane della Congregazione, a cui si è unito anche un gruppo assai significativo di accompagnatori (538) da tutte le 7 regioni salesiane, con un questionario a parte per le guide.

La risposta è andata oltre ogni aspettativa: 455 prenovizi (87% del totale a dicembre 2016); 399 novizi (92%); 903 postnovizi (93%); 554 tirocinanti (78%); 701 studenti di teologia in preparazione al sacerdozio (87%); 54 salesiani laici in formazione specifica (79%); 396 salesiani del quinquennio (41%).

L’ascolto di questo formidabile coro a 4000 voci è appena iniziato, e ha avuto un momento assai significativo nell’incontro di 33 confratelli dalle 7 regioni (Genzano 29 settembre - 1 ottobre), organizzato congiuntamente dai due Dicasteri della Pastorale Giovanile e della Formazione. La più parte dei partecipanti si era già incontrata nell’aprile 2016, dove l’iniziativa del questionario era stata lanciata.

Si è colta la portata e il valore di quanto le oltre 5000 pagine di tabelle e rilevazione dati contengono – tra cui anche moltissime risposte libere a delle domande aperte. Nei prossimi mesi una serie di studi a livello specialistico e lavori di analisi nelle diverse regioni porteranno alla luce indicatori e messaggi importanti, tanto più rilevanti con la Strenna per il 2018 del Rettor Maggiore e il Sinodo di ottobre 2018, dove l’accompagnamento dei giovani si pone al centro dell’attenzione della Chiesa e della Famiglia Salesiana.

Già un primissimo approccio, che si ferma ai dati raccolti nel loro insieme, ha qualcosa di interessante da dirci.

Su oltre 4000 questionari ricevuti 3190 sono stati compilati da confratelli, novizi, prenovizi sotto i 31 anni di età. Il numero totale dei Salesiani supera di non molto i 14.500. Questo significa che tra le fila salesiane c’è un gruppo assai rilevante di giovani.

Contando solo i professi al 31 marzo 2017, la regione Asia Sud ha 811 confratelli con meno di 30 anni, e numeri assai elevati per la stessa fascia d’età si trovano in Africa e Asia Est-Oceania. È un potenziale enorme di futuro, che sfida tutti a un’alta qualità formativa.

La solida e convinta identità salesiana consacrata di questa congregazione di giovani - già assai più numerosa nel numero al totale dei membri della maggioranza delle congregazioni religiose della chiesa Cattolica – equivale tout court al futuro dei Salesiani di Don Bosco.

Un altro dato significativo sta nella lingua. Il questionario era stato distribuito in italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese e polacco. Le risposte in inglese sono state 2101, cioè il 52,5% del totale. Anche senza andare nei dettagli delle altre lingue questo dice già che la maggioranza dei confratelli proviene da paesi di lingua inglese. Se si tiene presente che il 75% dei novizi oggi sono nelle tre regioni prima citate, possiamo facilmente immaginare come si evolverà la Pia Società Salesiana nei prossimi dieci anni.

Entrando più specificatamente in ciò che le domande del questionario rilevano si nota una grande apertura all’accompagnamento spirituale. Oltre il 70% dei rispondenti afferma di avere iniziato questo cammino durante la formazione iniziale. Questo interpella fortemente la pastorale giovanile, confermando la necessità dell’impegno forte che già da anni si sta portando avanti come Congregazione, per far sì che l’accompagnamento personale salesiano sia riscoperto e riproposto in tutta la sua vitalità in oratori, scuole e ogni altro contesto giovanile.

Se la pastorale giovanile ha il suo frutto maturo nell’orientamento vocazionale di tutti i giovani con cui si entra in contatto, l’accompagnamento spirituale diventa il qualificante ineludibile per un buon servizio educativo pastorale salesiano.

Al contempo la sfida è enorme per chi segue la formazione inziale, in particolare nelle primissime fasi. Questo è per la maggioranza di prenovizi, novizi e giovani confratelli il tempo dell’iniziazione all’accompagnamento, e la qualità dei primi passi segna e orienta tutto il cammino futuro.

Infine, tra gli appelli che in qualche modo emergono trasversalmente dalle riposte inviate da queste migliaia di giovani in formazione di tutte le Ispettorie (100%!), c’è quella di qualificare al meglio gli accompagnatori. Questo riguarda tutti, perché accompagnare come educatori e pastori è il carisma proprio dei Salesiani di Don Bosco.

È curioso notare che nelle risposte al questionario date da chi accompagna, non emerge con forza l’esigenza di rendersi sempre più idonei a questo servizio, attraverso corsi e strumenti di qualificazione e aggiornamento, e soprattutto attraverso il farsi a loro volta accompagnare da buone guide spirituali.

Speriamo che uno dei frutti del mettersi in ascolto dei più giovani sia convincere chi è già più avanti nel cammino che per essere come Don Bosco per Magone e Savio occorre un don Cafasso a cui affidarsi, con docilità nel proprio cammino di vita, e questo soprattutto dopo la conclusione della formazione iniziale, proprio come ha fatto il fondatore della Congregazione.

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