Etiopia – In un Paese messo alla prova da malattie, locuste e sommosse i salesiani cercano di aiutare le famiglie degli studenti etiopi

31 Luglio 2020

(ANS – Addis Abeba) – La situazione in Etiopia, attualmente, non è certo delle più semplici: il Paese è alle prese con un’emergenza sanitaria, alimentare e sociale che sta crescendo giorno dopo giorno. I contagi da Covid-19 stanno aumentando e si aggiungono ai focolai di colera, morbillo e malaria ancora attivi; il Paese è vittima anche di una seconda ondata di invasione di locuste, che stanno distruggendo ettari ed ettari di coltivazioni; mentre le sommosse popolari tra forze di polizia e comunità Oromo rendono molto complicato il rispetto delle misure di prevenzione del contagio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato l’Etiopia come uno dei 13 Stati africani ad alto rischio per la diffusione dell’epidemia: d’altra parte, gli ospedali non sono ben attrezzati, mancano medici e tamponi, e la campagna di sensibilizzazione rivolta alla popolazione, riguardo le misure per prevenire il contagio, ha interessato quasi esclusivamente i centri abitati, lasciando isolate numerose aree periferiche.

 Diversi osservatori internazionali, come “Human Rights Watch”, hanno denunciato l’impossibilità per milioni di etiopi di accedere alle informazioni basilari come la pulizia delle mani e il distanziamento sociale, anche a seguito del blocco delle comunicazioni telefoniche e di Internet da parte del governo per favorire le operazioni dell’esercito contro le rivolte scoppiate nella capitale Addis Abeba ai primi di luglio – scontri tra le forze di polizia e la comunità Oromo nati a seguito della misteriosa uccisione di Hachalu Hundessa, noto cantante e voce simbolo della comunità, che hanno causato più 200 vittime e numerosi feriti.

Come se ciò non bastasse, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura stima che circa 30.000 ettari di terreno sono già stati infestati dalle locuste.

I Figli di Don Bosco sono arrivati in Etiopia nel 1975 e sono presenti in 14 aree in 5 regioni: Tigray, Oromia, Addis Abeba, Gambella e nella Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud.

In 45 anni di presenza in Etiopia, i missionari salesiani hanno costruito numerose scuole e centri giovanili occupandosi di alfabetizzazione ed educazione di migliaia di ragazze e ragazzi che vivono in difficoltà, oltre a lavorare duramente nel contrasto del traffico di esseri umani, essendo l’Etiopia un Paese crocevia migratorio del Corno d’Africa.

A seguito di questa complessa situazione, in un Paese in cui oltre 60 milioni di persone – circa il 60% della popolazione – vivono alla giornata, i salesiani hanno deciso di far partire un unico progetto di sostegno alla popolazione, in particolare alle famiglie degli studenti dei 16 Centri di Formazione Professionale e scuole salesiane chiusi a causa dell’emergenza sanitaria.

Distribuzione di cibo e acqua potabile; dispositivi igienico sanitari; e campagne di sensibilizzazione riguardo le buone pratiche per prevenire il contagio sono i tre punti cardine del progetto per aiutare le famiglie più vulnerabili.

Ulteriori informazioni sono disponibili su: www.missionidonbosco.org 

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