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Italia – Un segno di speranza a Scandicci: la comunità semiresidenziale per minori “Michele Magone”

23 Novembre 2020

(ANS – Scandicci) – Venerdì 13 novembre, memoria del Beato salesiano Artemide Zatti, la comunità salesiana di Scandicci, alle porte di Firenze, ha aperto di una comunità semiresidenziale per i giovani: in tempo di chiusure, un bel segno di apertura alla città e al territorio.

Due anni di riflessione, discernimento, studio, coinvolgimento di molte persone e professionalità, lavori e scelte, e adesso finalmente si è partiti. “Abbiamo fatto un bel percorso, con tutta l’équipe educativa. C’è la comunità che ci ha sempre sostenuto, abbiamo diversi volontari pronti a mettersi a disposizione di questi ragazzi, i membri dell’associazione ‘La Melagrana’…” ha dichiarato in un video il Direttore dell’opera di Scandicci, don Giorgio Mocci.

A fare da guida, faro e orizzonte nell’avanzamento di questo percorso è stata, per tutto questo tempo, la celebre frase di Don Bosco: “In ognuno di questi ragazzi, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare”.

La soddisfazione per aver iniziato questo percorso ora è tanta. “‘Ci siamo’ è la frase che ricorre di più nei messaggi, nelle chiamate, negli incontri che abbiamo fatto in questi giorni. E ‘ci siamo’ vuol dire ‘esserci’, in modo pieno, essenziale, vuol dire ‘stare’… ad abbracciare, ad incontrare, a sorridere, a piangere, a parlare, ad ascoltare” afferma Yuna Kashi Zadeh, Presidente dell’associazione “La Melagrana Aps”, che da sempre collabora alle attività di prevenzione e di supporto alle famiglie dell’opera salesiana.

La comunità semiresidenziale, situata in una vera e propria casa, ha iniziato le sue attività aprendo le sue porte ai primi quattro giovani. In totale, però, potrà accogliere fino a 18 ragazzi al giorno, maschi e femmine, dai 6 ai 14 anni, inviati dai servizi sociali del territorio o dall’associazione stessa, e sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 13:00 alle 19:00. Tutto con un obiettivo ben preciso: la relazione e la fraternità.

Guardando a Don Bosco, inseriti nella cornice educativa del Sistema Preventivo, i salesiani di Scandicci, con tutti i collaboratori nella missione, partono con questo nuovo e stimolante progetto. E mentre in tanti chiudono, loro aprono.

“Per noi è importante iniziare quest’opera di vicinanza ai ragazzi, soprattutto a quelli più in difficoltà. Noi salesiani siamo qui, a Scandicci, come in tutto il mondo, per questo: essere segni e portatori dell’amore di Dio ai giovani” conclude don Mocci.

Fonte: Don Bosco Italia

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