Brasile – Educazione Scolastica degli Indigeni: un impegno che si rinnova

26 Ottobre 2021

(ANS – Campinápolis) – “In Brasile, per esempio, abbiamo fatto una scelta di Congregazione: non abbandoneremo mai la nostra presenza tra i popoli originari; e in secondo luogo cerchiamo di sostenere con l’educazione i giovani nativi, in modo che servano il loro popolo e non lo abbandonino”. Le parole nette e definitive del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, continuano ad ispirare il lavoro salesiano nelle periferie geografiche ed esistenziali del mondo. Mercoledì scorso, 20 ottobre, infatti, il salesiano coadiutore Tarley Nunes da Mata, Responsabile del Centro di Documentazione Indigena (CDI) dell’Ispettoria di Brasile-Campo Grande (BCG), è stato a Campinápolis, nello Stato brasiliano del Mato Grosso, e ha incontrato gli educatori che lavorano direttamente nel settore dell’educazione scolastica dei bambini e dei giovani indigeni.

All’incontro hanno partecipato anche Miriam Lagares, Consulente pedagogica dello Stato; Nelson Gonçalves, formatore di insegnanti indigeni e responsabile del programma di alfabetizzazione statale “Alfabetiza MT”; Raquel Miranda, insegnante bilingue del comune di Campinápolis; e anche il diacono salesiano José Alves de Oliveira.

I partecipanti alla riunione durante i loro confronti hanno dibattuto su diversi aspetti dell’educazione indigena, come la recente pubblicazione di un “Sillabario per l’Alfabetizzazione degli Indigeni”, per la didattica in lingua indigena e in portoghese, così come la presentazione di altri importanti sussidi educativi.

“La presenza di Tarley è servita, prima di tutto, per portare ciò che il Centro di Documentazione Indigeno ha prodotto attraverso il lavoro dei missionari salesiani, sotto il coordinamento dei nostri superiori. Ha presentato qui il materiale esistente pubblicato nelle aree delle Scienze Sociali, della Matematica, della Cultura e della Linguistica, con grammatica, dizionari in Portoghese-Xavante e Xavante-Portoghese, quaderni e altro materiale didattico vario”, ha spiegato il diacono de Oliveira, che ha accompagnato la riunione.

“Inoltre Tarley ha anche saputo ascoltare le esperienze di ogni insegnante, e ha condiviso le sfide, i successi e i desideri che il comune di Campinápolis e lo Stato del Mato Grosso stanno affrontando nell’ambito della realtà scolastica indigena”, ha aggiunto.

Nell’occasione, il prof. Gonçalves ha anche presentato la sua esperienza di lavoro nel promuovere iniziative e nella composizione di materiali didattici, sia per la formazione degli insegnanti, sia per l’alfabetizzazione indigena nello stato del Mato Grosso.

“È stato un momento molto bello, perché abbiamo potuto vedere che c’è una realtà molto ricca e piena di possibilità per trovare metodi e soluzioni alle sfide esistenti”, ha concluso il diacono salesiano.

Per i salesiani, il lavoro di educazione svolto nelle comunità indigene è motivo di gioia e soddisfazione, in quanto espressione carismatica di attenzione e vicinanza ai giovani più bisognosi e a rischio di esclusione sociale. Il desiderio è che gli incontri di educatori come quello tenutosi a Campinápolis siano da stimolo e ispirazione per altre attività educative nelle comunità indigene, una missione importante per molte presenze salesiane nel mondo.

Euclides Fernandes Brites,

Delegato Ispettoriale per la Comunicazione Sociale di BCG

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