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Brasile – “Mamma, non c’è nulla di più bello che morire per Dio”: il martirio di don Rudolf Lunkenbein e Simão Bororo

19 Luglio 2016

(ANS – Campo Grande) – Quarant’anni fa la terra dei Bororo vide sanguinare uno dei suoi figli prediletti. Come ricordò un giovane uomo: “don Rudolf salvò la nostra gente e la nostra terra. Amava i bambini e combatté per noi quando stavamo correndo il grande rischio di perdere la nostra terra, la nostra cultura, le nostre vite e i nostri sogni”. Morì difendendo la sua gente, ucciso da alcuni fazendeiros (proprietari terrieri) nella missione di Meruri, di cui era Direttore. “Quando Simão Bororo vide le armi andò direttamente da don Rudolf e si mise in mezzo, morendo per difendere l’amico, il sacerdote”. Lo scorso 15 luglio a Meruri è stato celebrato il 40° anniversario del martirio.

Don Lunkenbein “era un a sacerdote a tutto tondo. Un fratello maggiore. Un direttore molto semplice. Un sacerdote vicino alla sua gente”. Come ha scritto don Gildasio Mendes, Ispettore di Brasile-Campo Grande, “il martire destabilizza, ricostruisce, è libero di proclamare il messaggio del Vangelo. È accanto a coloro che soffrono, profetizza, grida e il suo grido è per amore. Si espone con i grandi e qualche volta sembra così fragile e ritenuto imprudente. L’unica cosa che comprende è la ragione per amare, per dare la vita. Il martire si dà, perché sa che la testimonianza è la forza più chiara per predicare il Vangelo. Questa era la vita di don Rudolf”.

Non a caso il motto sacerdotale di don Lunkenbein era. “Sono venuto per servire e dare la vita” frase che esprime “la profonda convinzione del patto di amore con Cristo e con gli indigeni a cui ha donato la vita”. Don Rudolf era un uomo ricco di umanità e chi lo ha conosciuto testimonia il suo entusiasmo per la vita, il suo spirito di solidarietà, la sua vicinanza fraterna e la sua instancabile dedizione al lavoro.

In una delle sue lettere alla famiglia, scrisse: “Mamma: anche oggi il missionario deve essere disposto a sacrificare la sua vita”. E in una delle visite alla famiglia aggiunse: “Mamma, non c’è nulla di più bello che morire per Dio”.

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