Annotazioni di viaggio: il Rettor Maggiore in Camerun

21 Marzo 2022

A cura di don Giuseppe Costa

In queste intense giornate di guerra in Ucraina con risvolti e paure internazionali, per chi segue le vicende del mondo ed anche quelle più piccole, ma pur sempre di rilievo, legate alla vita dei Figli di Don Bosco, succede di imbattersi in immagini forse per qualcuno a dir poco contraddittorie.

Così mentre il settimanale Famiglia Cristiana del 20 marzo – e nei giorni precedenti anche il quotidiano Avvenire e varie Agenzie – ci mostrano in varie forme "le porte aperte" alla grande solidarietà salesiana verso il popolo ucraino, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime si trova in Camerun. Da qui arrivano immagini gioiose, colorate, direi festivaliere, a dimostrazione di una accoglienza sia pure filiale, legata ai valori africani e riconoscente. Non va dimenticato che molte opere qui sono sostenute anche materialmente dalla carità salesiana.

In realtà il X Successore di Don Bosco dal 15 marzo si trova in Camerun dove ha già visitato le presenze salesiane di Yaoundé ed Ebolowa: un insieme vario a partire dal 1979, fatto di scuole professionali, Istituto Teologico, attività pastorali e assistenziali. Attualmente poi Don Ángel, fino al 24 del mese, sta predicando gli Esercizi Spirituali per gli Ispettori ed i Consigli ispettoriali della Regione salesiana dell’Africa-Madagascar. È una visita di animazione e incoraggiamento a lungo attesa e dilazionata a causa di Covid-19. L’Africa per i salesiani è una terra in espansione come del resto lo sono (o lo erano?) i Balcani. La presenza del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana significa vincolo di unità e speranza. Questo spiega le esplosioni di gioia e tutta una serie di incontri che vedono impegnato il Superiore Generale in una sorta di campionato ad orologio, minuto per minuto. Non va dimenticato che in questi passati due anni dopo il 28° Capitolo Generale, Don Ángel si è sottoposto a vere e proprie corvée fra continui tamponi, Covid, vaccino ed incontri online, visitando l’Ecuador e varie Ispettorie d’Europa. 

Don Á.F. Artime prima di partire ha sofferto intensamente questa guerra ancora in corso in Ucraina e in due lettere alla Famiglia Salesiana del mondo, una del 1° marzo ed un’altra del 12 marzo, ha stigmatizzato la guerra come aggressione ad un popolo inerme, esortando alla solidarietà e alla generosa fraternità. Ha anche inviato sul posto un suo delegato speciale, don George Menamparampil, con l’Economo Generale, sig. Jean Paul Muller, per il coordinamento e lo stimolo degli aiuti.

“Come salesiani e come Famiglia di Don Bosco – ha scritto fra l’altro – desideriamo aiutare in tutti i modi possibili”.

Nelle due lettere viene anche sottolineato l’impegno dei confratelli della Visitatoria in Ucraina, quello delle quattro ispettorie della Polonia, di “Missioni Don Bosco” di Torino, di “Misiones Salesianas” di Madrid, della Germania, della Svizzera, della Romania, delle Ispettorie italiane e così via.

Il servizio del Rettor Maggiore, del resto, è modulato in una sventagliata spazio-temporale di oltre 130 Paesi. Ecco perché il volto sorridente e sereno nonostante tutto del successore di Don Bosco è un dono per tutti del quale ringraziare il Signore. Avere un padre che dice parole di luce e di amore non è un fatto scontato, soprattutto in questi tempi dove pandemia e guerra hanno favorito la non presenza e suscitato paure.

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