Vaticano – Il Rettor Maggiore: “Artemide Zatti, modello di credente e di salesiano coadiutore”

08 Ottobre 2022
Foto © : Vatican Media

(ANS – Città del Vaticano) – In una aula “Paolo VI” del Vaticano riempita di migliaia di Salesiani, membri della Famiglia Salesiana e devoti del futuro santo Artemide Zatti, SDB, ha avuto luogo nella mattinata di sabato 8 ottobre la cerimonia di omaggio alla vigilia della Canonizzazione di Artemide Zatti.

Sin dall’inizio gande è stato l’entusiasmo tra i devoti del futuro santo. Tra i primi ad entrare vi sono stati il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, accompagnato da tutti i membri del suo Consiglio Generale, vari Ispettori, la Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Chiara Cazzuola e anche Matteo Benassi, Sindaco di Boretto, paese natale di Zatti.

Una volta riempita la platea di oltre 3.000 membri della Famiglia Salesiana, ha avuto inizio la solenne Eucaristia presieduta dal Rettor Maggiore e concelebrata da decine di altri salesiani: membri del Consiglio Generale, il Rettor Maggiore Emerito, Don Pascual Chávez, e diversi altri cardinali e vescovi.

“È davvero un grandissimo dono trovarci qui, come Figlie e Figlie di Don Bosco per celebrare la santità di uno dei suoi figli: umile, semplice, migrante, salesiano coadiutore” ha esordito il Rettor Maggiore nell’omelia.

Quindi ha iniziato a tratteggiare il profilo di Zatti: ha ricordato la testimonianza che questi offrì nel 1915 in occasione dell’inaugurazione di un monumento in ricordo di don Evasio Garrone, figura centrale della sua vocazione, e la frase di Zatti che oggi dà il motto alla canonizzazione: “CREDETTI, perché sapevo per fama che Maria Ausiliatrice lo aiutava in modo visibile. PROMISI, perché sempre fu mio desiderio essere d’aiuto in qualcosa al mio prossimo. E, avendo Dio ascoltato il suo servo, GUARII”.

Per questo il Rettor Maggiore ha poi osservato che “il profilo professionale di Artemide Zatti, iniziato con una promessa, era radicato nella fiducia nella Provvidenza, una grande fede nel Signore e un grande amore alla Madonna Ausiliatrice”. In tutti i suoi incarichi e servizi, “in cortile, come In bicicletta, nel suo ufficio di amministratore, in sala operatoria, nel cortile, nei reparti dell’ospedale, era sempre un santo infermiere dedito a curare e alleviare, portando la migliore medicina: la presenza allegra e ottimista dell'empatia”.

Don Á.F. Artime ne ha rimarcato ancora la sua consacrazione come salesiano coadiutore: “Egli trovò nella figura del salesiano coadiutore lo stile dell'impegno a lavorare direttamente con i poveri. La sua consacrazione religiosa, vissuta nella sua professione di infermiere, è stata la combinazione della sua vita dedicata a Dio e ai fratelli”.

Poi ne ha sottolineato anche la sua forte devozione mariana, affermando: “Tutta la sua vita è stata guidata ed accompagnata dal grande Amore alla Madonna. Sempre nelle sue labbra e in tanti momenti la corona nelle sue mani, alla fine della giornata o prima di un importante intervento chirurgico, come hanno scritto quanti sono vissuti con Artemide”.

Per questo, ha infine concluso il X Successore di Don Bosco, Artemide Zatti può a buon diritto essere definito “Modello di credente e di salesiano coadiutore”, assicurando che “sarà santo intercessore per le vocazioni nella Chiesa e nella Congregazione Salesiana, in particolare nella bella vocazione dei salesiani coadiutori”.

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