Spagna – Don Mykhaylo Chaban, salesiano in Ucraina: “Le vittime di questa guerra sentono la vostra vicinanza”

19 Maggio 2023

(ANS – Madrid) – Tra pochi giorni saranno passati 15 mesi dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. “Il 24 febbraio 2022 è stato un momento che non ci aspettavamo e che ci ha portato molta sofferenza” afferma dalla Spagna don Mykhaylo Chaban, superiore salesiano della Visitatoria “Maria Ausiliatrice” dell’Ucraina greco-cattolica (UKR), dove si trova su invito di “Misiones Salesianas”, la Procura Missionaria salesiana di Madrid, per parlare della situazione nel suo Paese e del lavoro della Congregazione in questa fase.

La guerra ha provocato finora 8 milioni di rifugiati e 5,3 milioni di sfollati interni. Più di 200.000 persone sono state uccise, tra cui 18.000 civili e quasi 500 bambini. Nel settore dell’educazione, 2.700 scuole sono state bombardate e più di 500 distrutte. Solo in cinque delle 25 regioni del Paese è stato possibile riprendere le normali lezioni.

In risposta a questa situazione causata dalla guerra, i Salesiani hanno risposto con tre iniziative, come spiega don Mykhaylo Chaban: “accoglienza degli sfollati in Ucraina e trasferimento in aree sicure; alloggio e assistenza nei Paesi vicini; educazione in situazioni di emergenza”.

40 salesiani lavorano in 11 opere in nove città. Il sostegno esterno è fondamentale. Subito dopo lo scoppio della guerra “Misiones Salesianas” ha lanciato la campagna “Emergenza Ucraina”, che finora ha inviato più di 650.000 euro di aiuti. “Questa è un’occasione per ringraziarvi. Le vittime di questo conflitto sentono la vostra vicinanza, quella di tutte le case salesiane nel mondo e quella di Misiones Salesianas”, ha detto don Chaban nella conferenza stampa tenutasi nella mattina di giovedì 18 maggio presso la sede dei Salesiani a Madrid.

In questi 15 mesi, i Salesiani in Ucraina si sono adattati alle esigenze della popolazione. Una delle “decisioni drastiche” prese è stata quella di portare un gruppo di giovani sotto tutela fuori dal Paese “affinché la guerra non gli facesse alcun male”.

“Abbiamo più di cento sfollati interni che continueranno a vivere con noi finché la situazione non migliorerà” ha aggiunto ancora don Chaban. Mentre “due salesiani vanno sul fronte di guerra per portare cibo e medicine, e nel viaggio di ritorno aiutano donne e anziani a trasferirsi”.

Pur adattandosi alle circostanze, i salesiani stanno anche cercando di tornare alla routine di prima della guerra. “Da settembre abbiamo potuto riprendere la ‘normale’ attività nella scuola, nel centro giovanile, nell’oratorio” ha affermato il Superiore di UKR.

È in corso anche il Progetto Mariapoli, “una città modulare realizzata in collaborazione con il Comune, dove speriamo di costruire una scuola media e superiore per 750 ragazzi”.

Una delle iniziative intraprese dai salesiani in città come Kiev o Dnipro è l’”Oratorio su ruote” – attività di animazione trasferibili di luogo in luogo: in questo modo “siamo riusciti a lavorare con giovani che stanno subendo danni psicologici a causa dell’occupazione”, ha sottolineato don Chaban, illustrando al contempo l’accompagnamento che viene offerto quando un giovane perde un familiare in guerra.

Tuttavia, secondo il salesiano, è ancora troppo presto per affrontare i sentimenti di odio che nascono tra i giovani nei confronti della Russia e dei russofoni: “Il momento probabilmente non è ora, ma quando ci sarà la pace. Prima della guerra non c’era questo sentimento di odio”.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, la fede sembra essere aumentata tra il popolo ucraino. “Secondo le statistiche, l’84% degli ucraini è credente. Il numero di atei è sceso dal 5 al 2%. La guerra ha fatto sì che molti ucraini ripensassero all’eternità”, ha dichiarato il Superiore salesiano.

Sul fronte religioso don Mykhaylo Chaban ha rilevato il lavoro comune tra le diverse chiese cristiane e il “coordinamento spontaneo tra le congregazioni. I superiori si parlano tra loro per condividere le necessità di cibo, medicine...”.

Infine, don Chaban ha voluto spendere alcune parole per assicurato di sentire “la vicinanza del Santo Padre, che pensa al popolo ucraino, che prega per l’Ucraina. Penso che il suo desiderio sia chiaro: che l’Ucraina recuperi la pace che il popolo desidera. Sappiamo che il Vaticano ha fatto degli sforzi per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, ci sono questioni che devono essere affrontate dai politici”.

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