RMG – Festa di Sant’Artemide Zatti presso la Sede Centrale Salesiana

14 Novembre 2025

(ANS – Roma) – Giovedì 13 novembre 2025 si è celebrata per la quarta volta la ricorrenza liturgica di Sant’Artemide Zatti. Anche la Sede Centrale Salesiana ha onorato la memoria dell’“infermiere dei poveri”, con un semplice, ma significativo programma.

La festa ha saputo tenere insieme più aspetti: quello spirituale, quello comunitario e quello riflessivo. In apertura, presso la Basilica del Sacro Cuore al Castro Pretorio, centro spirituale dell’opera salesiana “Sacro Cuore”, i salesiani coadiutori della Sede Centrale Salesiana hanno animato un Rosario mariano.

Successivamente ha avuto luogo la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio, e curata nei canti e nella liturgia dalle novizie delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i presenti si segnalano anche don José Aníbal Mendonça, Superiore della Visitatoria “Maria Sede della Sapienza” dell’Università Pontificia Salesiana (UPS), insieme a diversi suoi altri confratelli dell’UPS, salesiani della comunità “Beato Zeffirino Namuncurá” di Via della Bufalotta e di varie altre opere della Circoscrizione Italia Centrale (ICC).

Nell’omelia don Martoglio ha messo in luce la figura del santo salesiano coadiutore come un modello a cui guardare, che deve far nascere in tutti i fedeli cristiani la domanda: “Perché non io, come lui?”, rimarcando al contempo che ogni gesto di bene da egli compiuto non sia stato altro che una risposta efficace all’amore precedente di Dio, che ha elargito – in lui, come in tutti i Santi – con generosità i suoi doni.

Rifacendosi alle letture del giorno, il Vicario del Rettor Maggiore ha poi sottolineato in particolare il dono della Sapienza nella vita di Sant’Artemide Zatti, in grado di gettare una luce di santità che ancora interpella e affascina; e la capacità che l’infermiere santo ebbe di “vivere come se vedesse l’invisibile” e di non lasciarsi tentare da altre lusinghe o abbagli mondani, perché saldamente radicato nella presenza di Dio.

“La santità di Sant’Artemide Zatti, una grande grazia per tutti noi, ci ricorda che il Signore ci salva, ma anche ci sana!” ha aggiunto ancora il Vicario del Rettor Maggiore, mettendo in luce come questa dimensione operativa della santità del sig. Zatti, SDB, esemplifichi chiaramente l’azione di Dio che si prende cura dell’essere umano in forma integrale, “rialzando la persona che altrimenti da sola non riuscirebbe a farlo”.

“Che Sant’Artemide Zatti sostenga le nostre vite, quella della Congregazione e quella della Famiglia Salesiana!” ha infine concluso don Martoglio.

La serata di celebrazione in onore del santo salesiano di Boretto è poi proseguita con un breve momento di riflessione e approfondimento, coordinato dal salesiano coadiutore Paolo Vaschetto, dell’UPS, che ha permesso di cogliere in maniera più pregnante alcuni tratti della sua figura e la sua significatività per la Chiesa, la Congregazione e la Famiglia Salesiana.

Nel primo intervento, il salesiano don Samuel Amaglo, dell’UPS, ha analizzato la figura di Zatti come “missionario”, evidenziando come egli, pur senza aver mai ricevuto un vero mandato, fu missionario in quanto autentico inviato e testimone presso le genti dell’amore misericordioso di Dio, vissuto nello stile di Don Bosco.

Poi suor Francesca Caggiano, FMA, ha tracciato un parallelismo tra gli ultimi due santi della Famiglia  salesiana, Sant’Artemide Zatti e Santa Maria Troncatti, evidenziando i numerosi e spesso nascosti tratti comuni (il suo intervento è disponibile qui).

Infine, il parroco della Basilica del Sacro Cuore, don Javier Ortíz, ha parlato del quadro di Sant’Artemide Zatti esposto nella chiesa, illustrandone storia, origini, significati e dettagli.

La serata festiva si è poi completata con un momento di agape fraterna per tutti i presenti.

InfoANS

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