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Myanmar – Una crescita della fraternità: oggi tra i Salesiani, domani nella nazione?

28 Novembre 2017

(ANS – Yangon) – Papa Francesco si trova da ieri, 27 novembre, in Myanmar, una periferia della Chiesa – dato che la comunità cattolica nel paese ammonta a circa l’1% della popolazione – ma che nutre grandi aspettative di pace e riconciliazione, alle quali si spera possa contribuire proprio la visita del Pontefice. Anche nella specifica realtà salesiana il Myanmar è stato oggetto negli ultimi tempi di una particolare attenzione, che sta già producendo frutti importanti.

Dopo 50 anni di doloroso isolamento dalla comunità salesiana mondiale, in poco più di un anno la Visitatoria “Maria Ausiliatrice” del Myanmar ha visto giungere sul suo suolo ben 6 membri del Consiglio Generale, compreso il Rettor Maggiore.

Dopo la Visita Straordinaria del Consigliere per la regione Asia Est Oceania, don Václav Klement, ad agosto 2016, e la storica visita del Successore di Don Bosco, Don Ángel Fernández Artime, ad Anisakan, di ottobre 2016, negli ultimi quattro mesi sono giunti nel paese anche don Guillermo Basañes (Missioni), don Fabio Attard (Pastorale Giovanile), don Ivo Coelho (Formazione) e don Filiberto González (Comunicazione Sociale).

Alcuni Salesiani della Visitatoria hanno condiviso i loro sentimenti e le loro impressioni ripensando allo straordinario dono di ricevere “così tanti superiori” da Roma e hanno sottolineato il valore di tali appuntamenti nelle opportunità di: conoscere direttamente e dialogare con i responsabili globali della Congregazione salesiana; avere una visione molto più ampia sulla realtà salesiana; sperimentare la vicinanza della Congregazione; vedere messo in pratica quanto letto sui documenti e manuali salesiani; comprendere come ciascun Salesiano sia il messaggio stesso da comunicare ai giovani…

E ancor di più di qualsiasi altro fattore, il risultato importante di tali ravvicinati appuntamenti è stato un impulso forte alla crescita della comunione e della fraternità: “Stiamo lentamente ricostituendo lo spirito di famiglia fra di noi, progrediamo nella trasformazione e nella cultura comunitaria tra noi – commentano i Salesiani birmani –. Ascoltarci l’un, l’altro è la prima cosa che abbiamo ricevuto dai Consiglieri. E anche gli amici di Don Bosco attorno alle nostre case salesiane, i laici che collaborano con noi, stanno sperimentando una lenta, ma netta trasformazione”.

La speranza è che, analogamente, la visita di Papa Francesco possa avere lo stesso effetto, tra qualche tempo, sull’intera società birmana.

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