Stampa questa pagina

RMG – Addio a don Francesco Maraccani, SDB

27 Gennaio 2020

(ANS – Roma) – La sera del 24 gennaio, Festa di San Francesco di Sales e giorno della commemorazione mensile di Maria Ausiliatrice, Dio ha chiamato a sé don Francesco Maraccani, SDB, già Segretario generale e Procuratore generale della Congregazione. La sua è stata una vita vissuta in dedizione intelligente e generosa a servizio dei giovani, dei salesiani e della Congregazione.

Don Maraccani nasce il 30 ottobre 1936 a Pavone Mella (Brescia). Negli anni delle elementari cresce all’oratorio salesiano, dove è Direttore della comunità e incaricato dell’Oratorio don Michele Benedetti, che tanto influsso spirituale e apostolico ebbe su di lui e su altri giovani che divennero poi salesiani.

Terminata la scuola elementare, non sapendo ancora bene cosa fare, fa un anno di volontariato all’oratorio e quindi decide di andare all’aspirantato di Chiari; qui si ricordano episodi interessanti: non potendo giocare, faceva l’arbitro di calcio, ma una volta dopo che in una sfida tra ragazzi e superiori aveva fatto vincere i ragazzi, dopo i rimbrotti dei superiori lasciò l’arbitraggio e si dedicò alla liturgia come cerimoniere.

All’aspirantato segue un anno di noviziato a Montodine e poi il postnoviziato a Nave. Emette la prima professione il 16 agosto 1954, la professione perpetua il 14 agosto 1960. Nel 1963 consegue la Laurea in Ingegneria elettronica al Politecnico di Milano. Viene ordinato sacerdote il 18 marzo 1967. Nel mese di giugno dello stesso anno, consegue la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana.

L’apostolo Paolo ricorda che Dio ha un disegno per ciascuno e che tutti sono chiamati a “essere conformi all’immagine del Figlio suo”. Questa è la vocazione dei discepoli di Gesù: configurarsi a Lui, mettersi alla sua sequela, assumere i suoi pensieri e sentimenti. Questa è in particolare la vita consacrata, che don Maraccani ha abbracciato come salesiano prete.

Dopo l’ordinazione presbiterale, per 12 anni, dal 1967 al 1979 è Preside dell’Istituto Tecnico Industriale “Don Bosco” di Brescia. Nel 1974 diviene anche Direttore della comunità salesiana, ufficio che ricopre per cinque anni, fino al 1979, senza tralasciare le 25 ore di scuola settimanali e l’insegnamento nel Centro di Formazione Professionale serale. All’Ispettore che gli chiedeva di ridurre le ore di scuola, rispondeva che non gli pesava l’insegnamento e che era il modo di stare vicino ai giovani. Sono gli anni più belli della sua vita, vissuta con i giovani. Gli piaceva insegnare, lo faceva con passione e con una chiarezza che i ragazzi gli riconoscevano e per le quali lo apprezzavano e gli arrecavano simpatia. Si ricorda quell’anno in cui all’esame di maturità scopre tra lo stupore di tutti che il compito di elettronica è errato e non è risolvibile; sarà informato il Ministero che correggerà la prova.

Dal 1970 al 1979 è Consigliere ispettoriale nella Ispettoria Lombardo Emiliana. Più volte è stato Regolatore dei Capitoli ispettoriali. Eletto dall’assemblea capitolare, egli partecipò al Capitolo generale speciale XX. Con dispiacere, ma disponibile all’obbedienza, lascia l’insegnamento, quando viene nominato Ispettore. Dal 29 giugno 1979 al 23 ottobre 1984 ricopre l’ufficio di Ispettore della Ispettoria “San Zeno”, con sede a Verona. Sempre parlava bene di quest’Ispettoria. Nel medesimo periodo viene eletto Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori del Triveneto.

Don Maraccani ha vissuto l’obbedienza come un sentirsi guidato e accompagnato. Nell’obbedienza ha trovato pace, serenità, felicità, gioia. La sua vita è stata un susseguirsi di incarichi sempre più impegnativi, vissuti con obbedienza.

Nel mese di ottobre 1984, viene chiamato a Roma dal Rettor Maggiore, Don Egidio Viganò, che gli affida l’ufficio di Segretario del Consiglio generale, incarico che ricopre ininterrottamente per 18 anni fino al 2002. Dal luglio 2002 al novembre 2015, per 13 anni, ricopre l’ufficio di Procuratore generale della Congregazione presso la Santa Sede e portavoce del Rettor Maggiore.

Ha partecipato a 8 Capitoli generali, dal 1971 al 2014. Nel 1990 è stato il Regolatore del Capitolo generale 23°. Dal 2015 fino nel novembre 2019, nonostante l'età avanzata ed i problemi di salute, ha continuato a lavorare senza sosta nell'Ufficio giuridico della Congregazione salesiana. Ha condotto, fino alla fine del suo pellegrinaggio terreno, una vita religiosa e sacerdotale esemplare.

Don Maraccani è una figura bella, trasparente, gioiosa, intelligente. È difficile illustrane il profilo, viste le numerose sfaccettature della sua persona. È una figura poliedrica dai molti interessi, dalla liturgia alla storia della Chiesa e della Congregazione, agli avvenimenti ecclesiali, alla scienza e all’attualità. Amava il Sacro Cuore, Maria Ausiliatrice e Don Bosco, i santi e i beati della Famiglia salesiana. Era stato formato al lavoro instancabile. Il lavoro è il segno visibile e concreto della passione apostolica. Nella Ispettoria Lombardo Emiliana (ILE) avevano coniato un’espressione: “Lavorare da cani è impegnativo, ma lavorare da Maraccani è ineguagliabile”.

“M’immagino che in Paradiso andrà da San Pietro a domandare qualche lavoro da fare. Il lavoro nelle sue diverse forme è il distintivo del salesiano: lavoro apostolico, lavoro manuale e intellettuale, lavoro santificato dall’unione con Dio” ha detto di lui don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore, ch’ebbe modo di conoscerlo già quand’era un giovane salesiano nell’Ispettoria ILE.

Voleva bene alle Figlie di Maria Ausiliatrice. Madre Yvonne Reungoat, la Superiore Generale, così ha detto di lui: “Vi siamo vicine nella preghiera di lode al Signore per aver dato alla vostra Congregazione e alla Chiesa la ricca e brillante figura di don Francesco Maraccani. Con piena dedizione, profonda intelligenza, appassionata competenza e amore ha servito la Congregazione, da autentico figlio di Don Bosco”.

Con lui scompare un salesiano caratterizzato soprattutto dal grande amore a Don Bosco, alla Congregazione e ai giovani.

I funerali hanno avuto luogo nella mattinata di oggi, lunedì 27 gennaio, presso la Basilica del Sacro Cuore a Roma.

Questo sito utilizza cookie anche di terze parti, per migliorare l'esperienza utente e per motivi statistici. Scorrendo questa pagina o cliccando in qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più o negare il consenso clicca il tasto "Ulteriori informazioni".