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Cambogia – Rialzarsi e ripartire dopo l’alluvione

10 Marzo 2020
Foto: Don Bosco Hotel School - Facebook

(ANS – Sihanoukville) – Sihanoukville è una città balneare della Cambogia meridionale, affacciata sul Golfo del Siam, che negli ultimi anni ha visto un rapido sviluppo, soprattutto grazie ad ingenti investimenti cinesi, che hanno dato un nuovo e travolgente impulso turistico alla zona: hotel, condomini, ristoranti e locali turistici e ben 70 casinò. Ma, lungi dal ridistribuire questa nuova ricchezza con modalità eque, questi investimenti stanno ulteriormente allargando la forbice tra chi può permettersi svaghi e lussi e chi sbarca il lunario con lavori umili e mal pagati.

La prima e nefasta conseguenza è la crescita vertiginosa dei prezzi, sia per quanto riguarda il costo della vita sia per gli affitti, divenuti insostenibili per la maggior parte della popolazione. Di conseguenza è anche aumentata la presenza della criminalità organizzata, la prostituzione e lo sfruttamento minorile.

I salesiani sono presenti nella città dal 1997 e, a fronte di queste difficoltà, hanno cercato di affrontare il problema abbandonando le zone più care della città e concentrando le varie opere in un unico complesso, in modo che la missione potesse continuare a mantenersi con le proprie forze.

Il centro di Don Bosco Sihanoukville ospita un istituto tecnico con diversi indirizzi e una scuola alberghiera frequentata da quasi 500 studenti e 90 dipendenti, un hotel ed una pensione che possono ospitare fino a 160 persone e una comunità composta da 5 salesiani e 8 volontari. 

Ma la notte dello scorso 8 agosto 2019 un violentissimo temporale – non inusuale a queste latitudini ma comunque di eccezionale portata – si è abbattuto sulla città. Nella missione in quel momento erano presenti circa 250 persone. Il torrente che costeggia l’opera salesiana e che una volta era largo 15 metri negli ultimi anni, a causa della cementificazione selvaggia, ha visto ridursi l’ampiezza del suo alveo a soli 4 metri, con conseguenze disastrose per la missione.

Il torrente è straripato con violenza abbattendo il muro di cinta della missione e riversando tonnellate di acqua e fango nella proprietà. In pochissimi minuti il livello dell’acqua ha raggiunto i 130 cm, distruggendo i laboratori tecnici, gli uffici e le camere. La buona notizia è che non ci sono state vittime anche se il rischio corso è stato davvero elevato, come testimoniano le parole del salesiano coadiutore Roberto Panetto, da anni missionario in quel Paese: “Al momento dell’inondazione tenevo in braccio la piccola Mary, la bimba mia forza nella sventura (…) Se non altro siamo felici che nessuna delle 250 persone presenti in quel momento abbia subito danni fisici. Si è salvata anche una mamma di nome Ngok, piccola di statura, che portava con le braccia alzate sopra la testa la sua piccola creatura di un mese”.

Tuttavia il laboratorio, con tutte le attrezzature è andato distrutto, bloccando le fonti di reddito dell’opera, così come le attività di tirocinio dei ragazzi della scuola alberghiera Don Bosco, che avevano modo di acquisire non solo competenze pratiche, ma anche contatti con i ristoratori della zona che lì acquistavano il gelato per i loro locali.

I salesiani a Sihanoukville vogliono poter tornare quanto prima alla normalità. Il primo passo è riavviare la gelateria-pizzeria, che era utilizzata insieme all’albergo per raccogliere fondi aggiuntivi per la scuola ed offrire occasione di tirocinio ai ragazzi dell’istituto alberghiero. Sorta 12 anni fa, la gelateria-pizzeria ebbe tanto successo che presto venne affiancata da un’attività di vendita ambulante con un camioncino.

Per assicurare un futuro luminoso ai ragazzi più bisognosi di Sihanoukville i salesiani sono di nuovo pronti a rimboccarsi le maniche.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.missionidonbosco.org 

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