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Mons. Giuseppe Cognata. Calvario e Pasqua di un Vescovo
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29 Settembre 2020

Questo opuscolo riprende, rielabora e aggiorna un testo di don Luigi Castano, SDB, del 1995, che presentava il profilo biografico e spirituale di mons. Giuseppe Cognata. È doveroso ricordare don Castano, confratello e amico di mons. Cognata, che, come il vecchio Simeone, ha aspettato di veder riconosciuta la verità e ammesso l’errore di una ingiusta condanna. Oggi si realizzano le sue profetiche parole: “Voglia Dio che la dolce, dolente figura di questo insigne figlio di San Giovanni Bosco trovi la giusta e meritata collocazione tra coloro che hanno seguito Cristo fino alla Croce”.

Il 18 aprile 2020 il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, annunciò, nell’esultanza del tempo pasquale e nella festa della Divina Misericordia, che la Congregazione delle Cause dei Santi, con lettera inviata in data 15 aprile 2020 al Postulatore Generale dei Salesiani, don Pierluigi Cameroni, a firma di monsignor Marcello Bartolucci, Segretario della medesima Congregazione, aveva trasmesso la seguente comunicazione: “Sono lieto di informarLa che la Congregazione per la Dottrina della Fede, con Lettera del 17 febbraio c.a., ha comunicato a questo Dicastero che il Santo Padre ‘dopo attento e ponderato esame, ha dato il Suo augusto consenso alle richieste di religiosi e laici che impetravano l’apertura della Causa di beatificazione di S.E. Mons. Giuseppe Cognata, S.D.B., Vescovo di Bova’”.

Un annuncio che le Suore Oblate del Sacro Cuore (SOSC) hanno accolto e condiviso con immensa gioia, vedendo riconosciuta l’innocenza del loro fondatore: un uomo, un consacrato, un vescovo, toccato dall'amore misericordioso del Padre e che ha guardato e ha agito verso il prossimo con misericordia.

Papa Francesco nell'introduzione all'Eucaristia del martedì santo, 7 aprile, aveva rivolto il suo pensiero agli innocenti perseguitati: “In questi giorni di Quaresima abbiamo visto la persecuzione che ha subito Gesù e come i dottori della Legge si sono accaniti contro di lui: è stato giudicato sotto accanimento, con accanimento, essendo innocente. Io vorrei pregare oggi per tutte le persone che soffrono una sentenza ingiusta per l’accanimento”. La preghiera di Papa Francesco è stata esaudita anche per mons. Giuseppe Cognata, (1885-1972), perché finalmente, dopo più di ottant’anni di ingiusta condanna, portata con eroica obbedienza alla Chiesa e affidamento alla volontà del Signore, è stato riconosciuto innocente.

“Al filiale ringraziamento al Santo Padre per la convinzione e l’impegno di una scelta, tanto meditata quanto trasparente nella specificità della forma seguita, che reintegra nella loro pienezza i valori della verità e della giustizia, si unisce un sentito ringraziamento anzitutto al Gruppo dei Giuristi Cattolici per l’essenziale e determinante ruolo svolto e a tutti coloro che in diversi tempi e modi hanno reso possibile questo straordinario evento, tanto atteso da tutta la Famiglia Salesiana, in particolare da noi sue figlie, e dall'intera Comunità ecclesiale, in modo speciale dalla Chiesa di Reggio Calabria-Bova.

Un inno di lode e di gratitudine eleviamo unanime a Maria Ausiliatrice che abbiamo pregato con grande fiducia. Con Lei cantiamo il Magnificat per l’evento di grazia da tanti atteso e sperato. Abbiamo seguito il suo invito: ‘Fate quello che vi dirà’. Ci siamo messe docilmente a comprendere le parole del Maestro. Abbiamo cercato di rendere più fresca e rinnovata la nostra testimonianza di Salesiane Oblate del Sacro Cuore, così da trasformare la nostra vita di consacrate in un dono sempre nuovo e generoso nel servizio della carità sulle orme del nostro amato padre e fondatore monsignor Giuseppe Cognata” commenta Madre Graziella Maria Benghini, Superiora Generale delle SOSC.

Editrice Velar, 48 pagine

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