Vaticano – Card. Artime, SDB: “La Vita Consacrata una realtà viva nella Chiesa, che è come il lievito nella massa”

23 marzec 2026
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(ANS – Città del Vaticano) – La crisi delle vocazioni è tra i dati più rilevanti nel mondo dei religiosi: monaci, suore e consacrati in generale. Attraversa tutte le realtà e, anche se in misura differente, interessa un po’ tutto il mondo. Ma ci sono altre questioni da affrontare, dagli abusi ai giovani preti che si sentono “un’élite” che può “insegnare tutto a tutti”. Sono alcuni degli argomenti al centro del libro-intervista “Un futuro senza numeri e senza mura” del Cardinale Ángel Fernández Artime con don Giuseppe Costa (Edizioni San Paolo).

Il Card. Artime, che è stato per anni alla guida dei Salesiani di Don Bosco, oggi è Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, mentre don Costa, e già Direttore della Libreria Editrice Vaticana (LEV), è un esperto di comunicazione del mondo salesiano.

Tra le questioni in primo piano, la crisi delle vocazioni. In una tendenza che sembra inarrestabile, sempre meno giovani decidono di entrare nei monasteri o nei conventi. Ma è la stessa crisi – si sottolinea nel libro – che tocca altre scelte di vita, come per esempio quella matrimoniale. "Il benessere talvolta genera una cultura dell’individualismo e dell’autorealizzazione immediata – argomenta il cardinale Artime –, che può rendere più difficile accogliere impegni a lungo termine o scelte di vita definitive”.

Ma c’è anche una crisi di valori più complessiva: “Se la famiglia e la società non trasmettono valori forti come la solidarietà, il senso di responsabilità, la spiritualità o la ricerca del senso della vita, i giovani possono crescere senza punti di riferimento”.

Tuttavia, anche se in calo, la componente dei consacrati, tra religiosi e suore, resta importante per la Chiesa. “In passato fu molto più numerosa – ricorda il cardinale salesiano – ma oggi possiamo parlare giustamente di una realtà viva nella Chiesa, che è come il lievito nella massa”. Fondamentale resta interpretare questa scelta come servizio: “Tremo, provo timore e perfino terrore di fronte a tutto ciò che riguarda giovani consacrati e seminaristi che si sentono un’élite, che credono di essere qui per insegnare tutto a tutti come se fossero in possesso dell’unica verità. Quanto è pericoloso questo atteggiamento e, purtroppo, si avvertono venti che hanno questo odore”.

Infine, sugli abusi: “Un singolo caso all’interno della Chiesa è una tragedia”.

Fonte: ANSA

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