L’incontro, convocato dall’Advisory Team per i Musei delle Missioni Salesiane, che è guidato da don Reginaldo Cordeiro SDB, membro del Settore per le Missioni, ha riunito professionisti di diversi contesti e realtà museali. Quello che è iniziato come una giornata di benvenuto per le istituzioni recentemente incorporate nella rete, si è rapidamente trasformato in uno spazio di comunione e riconoscimento reciproco.
Attraverso un’attività virtuale, si è poi riflettuto sulla seguente affermazione: “Se Don Bosco visitasse il nostro museo, quale oggetto o sala del museo lo farebbe sorridere?”
“Il nostro patrimonio prende vita quando i giovani lo abitano”, ha affermato Cintia Navas, dall’Argentina, riassumendo il sentimento di una rete che vede il museo non come un deposito di oggetti, ma come un luogo d’incontro educativo.
Esperienze che intrecciano la rete globale
Attraverso una dinamica suggestiva, i partecipanti hanno riflettuto su quali angoli dei loro musei farebbero sorridere oggi Don Bosco. Questo esercizio ha permesso di rendere visibili esperienze diverse:
– Argentina: Belén Boetto (Buenos Aires) ha evidenziato il lavoro con il patrimonio fotografico e documentario come ponte tra il museo e la comunità parrocchiale; mentre Carlos Martinic (Misión de la Candelaria) ha condiviso come il patrimonio museale rende tangibili i sogni del Santo dei Giovani.
– Italia: Diego Occhiena ha presentato il lavoro del Museo “Mamma Margherita” a Capriglio, custodendo la memoria della madre del Fondatore dei Salesiani, San Giovanni Bosco.
– Brasile: Marcos Lima ha offerto una panoramica della ricchezza e della diversità delle pratiche museali nel contesto brasiliano.
Un orizzonte comune: educare attraverso la memoria
Al di là della diversità geografica, il dialogo ha permesso di constatare che tutti i centri condividono un unico orizzonte: educare, evangelizzare e accompagnare le nuove generazioni attraverso la bellezza e la storia.
La giornata si è conclusa con un gesto simbolico in cui ogni partecipante ha mostrato un oggetto dalla sua scrivania, rappresentando l’impegno quotidiano di continuare a costruire insieme il futuro della rete.
Il messaggio finale è stato chiaro: la rete dei musei salesiani non solo custodisce il passato, ma cammina con passo fermo verso il futuro.
