Inoltre, in Libano, in un contesto di crescente tensione regionale e di coinvolgimento di diversi attori impegnati nel conflitto che ruota attorno all’Iran, gli attacchi stanno causando migliaia di sfollamenti e stanno aggravando una situazione umanitaria già di per sé molto fragile. L’incursione delle forze israeliane nel Paese ha aumentato la tensione, in una situazione che ricorda molto quella vissuta nell’ottobre del 2024.
Il sud del Paese, in particolare la regione di Nabatiyyeh, ha subito intensi bombardamenti nelle ultime ore, che hanno costretto numerose famiglie ad abbandonare le loro case durante la notte per cercare un luogo sicuro.
Di fronte a questa situazione, i salesiani hanno riaperto le loro porte per offrire accoglienza alle famiglie sfollate. Nel centro “Don Bosco - El Houssoun”, situato a Jbeil, in Libano, a circa 30 chilometri a nord di Beirut, sono già ospitate circa 120 persone appartenenti a circa 30 famiglie, tra cui circa 50 bambini e bambine e 10 anziani in situazione di vulnerabilità.
“Siamo certi che nelle prossime ore e nei prossimi giorni questo numero aumenterà”, aggiungono con preoccupazione. “Dobbiamo garantire le condizioni di base a tutte queste persone: vestiti pesanti, cibo, acqua... ed è su questo che ci stiamo concentrando”, dichiarano dal Libano.
Molte di queste famiglie sono arrivate dopo 16 ore di viaggio per percorrere appena 110 chilometri, a causa degli enormi ingorghi causati dall’esodo di massa di persone in fuga dai bombardamenti.
Le aule del centro sono state rapidamente trasformate in spazi di accoglienza con materassi, coperte e kit di aiuti umanitari di base, mentre i salesiani, i lavoratori e i volontari organizzano l’assistenza alle famiglie.
“Siamo anche preoccupati per la mancanza di combustibile in Cisgiordania, poiché molte famiglie non hanno modo di riscaldarsi o cucinare, comprese le nostre comunità, come quella di Cremisan”, spiega ancora il responsabile dei Salesiani in Medio Oriente.
“Ci troviamo ancora una volta ad affrontare una situazione complicata, ma tutta la nostra rete, fatta di salesiani, personale che lavora con noi, volontari... siamo pronti ad aiutare le comunità in Libano, Palestina e Israele il più rapidamente possibile”, conclude don Zakerian.
Per questo motivo “MISIONES SALESIANAS”, la Procura Missionaria Salesiana di Madrid, in Spagna, sta già lavorando, insieme ai salesiani in Medio Oriente e alla rete di solidarietà salesiana, per organizzare gli aiuti necessari; e fa appello ancora una volta a tutti i cittadini affinché canalizzino la loro solidarietà verso le persone che hanno bisogno di aiuto.
“Non si tratta solo di dare una coperta o del pane, ma di portare speranza a coloro che ora vivono una situazione così difficile”, ribadisce don Luis Manuel Moral, direttore di MISIONES SALESIANAS.
“Inoltre – conclude – da parte nostra ci uniamo alle parole di Leone XIV che invoca di ‘cercare un modo per fermare la spirale di violenza prima che diventi un abisso irreparabile’, e facciamo appello a deporre le armi e le minacce e a cercare una pace duratura attraverso il dialogo”.
Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.misionessalesianas.org/
