Italia – Il Papa: gli oratori sono vitali per aiutare i giovani a sconfiggere l’isolamento

09 Marzo 2026
Foto ©: Vatican Media

(ANS – Olgiate Comasco) – In un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, in occasione della posa della prima pietra del nuovo complesso di Olgiate Comasco intitolato a “San Giovanni Bosco”, Papa Leone XIV ha esortato ad apprezzare il ruolo degli oratori come “spazi di vera fraternità” nella vita della Chiesa e della società. Con questo messaggio il primo papa agostiniano della storia, Papa Leone XIV, testimonia ancora una volta la sua affinità con il pensiero di Don Bosco, un tratto emerso già più volte in questi primi mesi del suo Pontificato, così come la sua vicinanza ai Figli di Don Bosco, i salesiani, incontrati in più occasioni nei suoi viaggi e impegni ufficiali.

Un’inaugurazione che fa anche riflettere

La solidità della prima pietra posta sulle ceneri del vecchio oratorio “San Giovanni Bosco” di Olgiate Comasco, piccolo comune lombardo a soli otto chilometri dalla frontiera italo-svizzera, è segno della vitalità di queste realtà, essenziali per la vita della Chiesa e della società intera: luoghi chiamati a costruire “legami autentici” capaci di sconfiggere “l’isolamento del nostro tempo”, specialmente quello giovanile.

Così, in un messaggio firmato dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, Papa Leone XIV ha rivolto il suo saluto beneaugurante in occasione della posa della prima pietra del nuovo oratorio, intitolato al fondatore dei salesiani, avvenuta domenica 1° marzo 2026, alla presenza del cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como.

L’oratorio come spazio di fraternità e formazione

Nel testo indirizzato al parroco della chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, don Flavio Crosta, accanto alla quale sorgerà il nuovo centro pastorale giovanile, il Pontefice ha auspicato che esso possa offrire “spazi di vera fraternità umana e di formazione cristiana”. E da parte sua citando proprio uno dei detti più noti del Santo dei Giovani, lo stesso sacerdote, nel suo intervento domenicale, ha ricordato come per i giovani non basti essere apprezzati: “devono sapere di essere amati”.

La posa della prima pietra ha rappresentato anche la “fine di un lungo cammino fatto di attese e passaggi complessi”, iniziato con la chiusura del vecchio oratorio nel 2017. Otto anni segnati dalla nostalgia di quanti sono cresciuti custodendo il ricordo dei giorni spensierati dell’infanzia, fino al 18 novembre scorso, quando è giunto l’avallo finale del cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero, per la costruzione della nuova struttura. 

La visione di una gioventù attenta; riscoprirsi comunità nel tempo dell’“isola che non c’è”

Il progetto del nuovo oratorio, ideato e sviluppato dall’architetto Alessandra Mastrogiacomo e validato dall’architetto Carlo Valentini, ha trasformato spazi un tempo separati e talvolta poco funzionali in ambienti polivalenti e accoglienti. Determinante è stato anche il contributo volontario dei “ragazzi di ieri”, oggi professionisti affermati e giovani pensionati, che hanno messo generosamente le proprie competenze al servizio della Commissione a supporto del parroco.

Ma centrale è stato anche l’apporto dei giovani di oggi, che mostrando quelle qualità umane che spetta propriamente agli adulti far emergere, hanno voluto rivolgere un saluto durante la cerimonia e hanno lasciato una riflessione intensa e che fa ben sperare: “Siamo davvero sperduti? Nel tempo dell’’isola che non c’è’ ci siamo riscoperti comunità. Senza muri abbiamo imparato a restare uniti, senza un tetto abbiamo imparato a farci casa. Perché un oratorio non nasce dal cemento, ma dallo sguardo di chi sa riconoscere in un ragazzo qualcosa per cui vale la pena spendersi”.

La prossimità di Leone XIV ai Salesiani

Quanto alla vicinanza di Papa Leone XIV con i salesiani, giova ricordare che già in diverse circostanze (una prima volta nel suo incontro con la Comunità Salesiana di Castel Gandolfo, e poi domenica 22 febbraio 2026, presso la basilica salesiana del Sacro Cuore di Gesù al Castor Pretorio), il Pontefice ha scherzosamente rivelato che nella sua ricerca vocazionale giovanile aveva visitato anche una casa salesiana, confessando: “Siete arrivati al secondo posto, mi dispiace!”.

Più ancora, però, è interessante quanto ha aggiunto dopo parlando con i salesiani della comunità del Sacro Cuore: “Però forse c’è qualcosa che è rimasto nel mio cuore, anche unito a voi, nella comunità salesiana”.

Fonte: Vatican News

InfoANS

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