Don Thadathil, in rappresentanza dei Salesiani di Don Bosco e in collaborazione con tutta la rete delle IUS, ha strutturato la sua riflessione attorno a tre prospettive principali: le trasformazioni globali che interessano la società; le transizioni interculturali che stanno plasmando l’educazione moderna; e le sfide pratiche che gli educatori devono affrontare con i giovani oggi.
Trasformazioni globali e contesto educativo
Nella prima parte della sua presentazione, don Thadathil ha esplorato le rapide trasformazioni socioeconomiche, culturali e religiose che hanno plasmato il mondo contemporaneo. Questi cambiamenti globali, ha spiegato, influenzano profondamente le realtà che i giovani devono affrontare e richiedono quindi agli educatori di ripensare lo scopo e i metodi dell’istruzione.
Per questo, ha sottolineato che l’educazione superiore moderna è storicamente radicata nelle tradizioni cristiane, che pongono l’accento sul servizio ai vulnerabili e sulla trasformazione della fede in azione. Questa eredità, ha osservato, rimane rilevante anche oggi, poiché le istituzioni educative cercano di rispondere alle esigenze della società e al contempo lavorano per promuovere cittadini socialmente responsabili.
Incontri cross-culturali e sviluppo dell’educazione moderna
La seconda dimensione della relazione si è concentrata sul modo in cui la modernità ha interagito con le diverse culture in tutto il mondo. Secondo don Thadathil, l’incontro tra scienza moderna, pensiero razionale e diverse tradizioni culturali, ha plasmato i sistemi educativi in modi differenti.
Queste transizioni cross-culturali hanno prodotto sia opportunità che tensioni. Sebbene l’educazione moderna abbia promosso il pensiero critico e l’innovazione, ha anche messo pesantemente in discussione i valori tradizionali e le identità culturali. Per gli educatori, il compito è aiutare gli studenti a districarsi in queste complessità, promuovendo al contempo il dialogo interculturale.
Educare i giovani in un mondo digitale e “glocale”
Nella parte finale del suo intervento, il Coordinatore Globale delle IUS ha affrontato le sfide specifiche che gli educatori devono affrontare quando accompagnano i giovani in un mondo guidato dalla tecnologia. Ha descritto il contesto odierno come “glocale” – una combinazione di influenze globali e realtà locali.
Le tecnologie digitali, i social media e gli ambienti informativi in rapida evoluzione hanno trasformato il modo in cui i giovani apprendono, comunicano e formano la propria identità. In questo contesto, gli educatori devono andare oltre la trasmissione della conoscenza e guidare invece gli studenti nello sviluppo del pensiero critico, della responsabilità etica e di un profondo senso di impegno sociale.
In tal senso don Thadathil ha incoraggiato gli educatori a considerare la loro missione non semplicemente come formazione accademica, ma come un accompagnamento olistico dei giovani. Integrando sviluppo intellettuale, valori etici e consapevolezza sociale, le istituzioni educative possono aiutare i giovani a diventare agenti attivi di trasformazione nelle loro comunità.
Una missione per l’Educazione Superiore Salesiana
La sessione si è conclusa con un appello alle istituzioni della rete educativa salesiana globale affinché continuino a rafforzare il loro impegno nella formazione dei giovani. Rispondendo in modo creativo alle sfide contemporanee, l’educazione superiore salesiana può consentire ai giovani di diventare leader che promuovono la giustizia, la solidarietà e il cambiamento sociale nel mondo di oggi.
Neli dibattiti successivi al suo intervento, l’attenzione è stata significativamente dedicata alla ricerca di un modello più partecipativo di accompagnamento (facilitazione) salesiano nell’educazione superiore all’interno dei primi due gruppi della Famiglia Salesiana.
Fonte: IUS-SDB
