Italia – Giubileo dei Giovani, la notte a Tor Vergata

04 Agosto 2025
Foto ©: Vatican Media

(ANS – Roma) – “Mi raccomando, riposatevi un po’”: la raccomandazione del Papa, i pellegrini l’hanno mantenuta solo in parte. Per tanti la festa è continuata a tarda notte nella spianata, tra canti e danze, provando a stringere quei legami “sinceri, generosi, veri” tanto desiderati da Leone XIV e dai giovani stessi.

Qualcuno prova a dormire, rannicchiato nel sacco a pelo, il cappuccio tirato fin sul naso. La bandana verde speranza sugli occhi, come a schermarsi dal peso della giornata. Chi invece non riesce – per l’adrenalina, per il rumore, o per un’insonnia che viene da lontano – si lascia trasportare dal post-veglia. I corridoi tra i settori della spianata sono un’emorragia di pellegrini.

Camminare tra le tende e i sacchi a pelo è un atto d’equilibrio. Quelli neri si confondono con il buio e la paura è quella, concreta, di calpestare qualcuno. Chi ha seguito il consiglio, inusuale, ma efficace, del vademecum del Giubileo ha una torcia in testa. I telefoni sono scarichi: troppe foto, troppe chiamate per ritrovare il proprio gruppo e le stazioni di ricarica sono intasate.

L’atmosfera è quella dei grandi festival musicali, e i discorsi intorno alle tende spaziano tra il gioco e la profondità, tra il tra chi scherza sui biscotti del kit del pellegrino e chi si confronta ancora sulle parole del Papa; ancora, in tanti continuano a scambiarsi bandane e bandiere o firmarsi reciprocamente le magliette, per portarsi a casa un piccolo ricordo di una rapida amicizia nata per caso o Provvidenza.

Ad accompagnare la loro festa le sirene delle ambulanze che, per tutta la notte, fanno sentire la loro voce. Gli operatori sanitari si alternano nel soccorrere chi è stato messo alle corde dalla stanchezza o chi è stato vittima di quei disturbi legati soprattutto all’aver vissuto una settimana decisamente impegnativa… nulla di nuovo sotto il sole, è sempre così.

Senza tralasciare, nel cuore della notte, una spruzzata di pioggia che ha costretto i ragazzi a indossare di corsa ognuno il proprio k-way o a rifugiarsi sotto ombrelli, chi ne aveva, o coperture di fortuna allestite all’istante.

Passano le ore, giunge l’aurora: il sole annuncia il suo arrivo sulla spianata di Tor Vergata e si prepara ad accarezzare i giovani che pian piano, uno dopo l’altro, iniziano ad aprire i loro occhi al nuovo giorno. C’è chi ha dormito poco e niente ed esce dalla tenda faticando a tenere gli occhi aperti, chi si alza dal proprio sacco a pelo quasi a ricordare una mummia che riprende vita. C’è chi tenta ancora di strappare qualche minuto di sonno, seduto per terra o su una sedia, prima di alzarsi e chi invece, già in piedi, torna dai servizi o in un angolo, sta lavandosi denti e viso per affrontare la giornata.

Le parole del Papa hanno fatto breccia nei cuori di questi giovani, per questo sono di nuovo pronti ad accogliere il successore di Pietro per abbracciarlo e fargli sentire forte che “questa è la gioventù del Papa”.

Ad accoglierlo ci saranno di nuovo i suoi giovani, lavorati dalla fatica di questi giorni ma disposti ad ascoltare ancora le sue parole e a ricevere le sue indicazioni, per rafforzarsi nella fede e diventare renderli sempre più consapevoli di una speranza che “non delude”, che davvero “non muore mai”, perché originata dalla Resurrezione. 

Fonti: Vatican News, Agensir

InfoANS

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