Il tema che ha animato questa edizione speciale è stato “Un decennio nelle strade”, ricordando con gratitudine il percorso compiuto, coloro che hanno avviato l'iniziativa e tutte le persone che si sono unite, arricchendola fino a renderla ciò che è oggi. Paz Meana, che ha fatto parte del team che ha portato avanti il “Patio Bosco” 2026, ha raccontato la sua gioia dopo questa edizione così speciale: "L'ho vissuta con molto amore, accompagnando dove era necessario. Questo servizio mi ha permesso di visitare gli oratori e vedere come ogni Animatore ha saputo diventare quell'amico Gesù, sempre presente e incondizionato. Sono molto grata di far parte di questa storia e della mia amata comunità Domingo y Laura”.
Come ogni anno, le prime giornate sono state dedicate in particolare agli Animatori, che si sono incontrati e conosciuti e hanno formato i gruppi per ogni oratorio. Sono stati condivisi momenti di formazione e riflessione, così come le Messe in onore di Laura Vicuña e San Francesco di Sales. Dal 26 al 30 si sono svolte, poi, le attività con gli oratoriani, con giochi, spazi didattici, catechesi e merende condivise. Al ritorno da ogni oratorio, i giovani hanno continuato con diverse proposte di integrazione, valutazione e pianificazione.
Il 30 gennaio, poi, come da tradizione si è svolta la visita di Maria Ausiliatrice agli oratori. Quest'anno, questo momento è stato seguito in streaming dal “Patio Bosco”, disponibile sul canale YouTube @PatioBoscoCtes, dove gli animatori hanno ripercorso i 10 anni e condiviso testimonianze e aneddoti.
Prima della festa di Don Bosco, poi, la banda salesiana “Faremo Metá” ha allietato i partecipanti del “Patio Bosco” con le proprie canzoni, come era già avvenuto nelle edizioni 2016, 2017, 2019 e 2020.
L'esperienza ha lasciato il segno anche a livello personale e formativo. Francisco Balmaceda ha sintetizzato ciò che ha vissuto in questi giorni: “Il Patio Bosco è stata un'esperienza molto arricchente per la mia formazione, non solo come Animatore ma anche come persona”. In questo senso, ha sottolineato il modo in cui il “Patio Bosco” aiuta a portare la fede nella vita quotidiana: “È un'esperienza che mi ha aiutato a trovare e trasmettere Cristo nella vita di tutti i giorni”. E ha concluso con gratitudine per una proposta che, anno dopo anno, rinnova il cuore: “Ringrazio Dio per avermi permesso di vivere questa esperienza che anno dopo anno mi nutre e mi rende più umano”.
Dall’Ispettoria ARN arriva la gratitudine per questi giorni trascorsi insieme e per l'impegno di ogni Animatore e Volontario che ha reso possibile questa decima edizione. “Che Maria Ausiliatrice e Don Bosco continuino ad accompagnarci in questo cammino – scrivono – affinché il cortile continui ad essere una casa per tanti ragazzi, ragazze e giovani”.
