Prima dell’inizio della celebrazione eucaristica, il Santo Padre ha espresso personalmente il desiderio di visitare la modesta stanza dove Don Bosco soggiornò durante il suo ultimo viaggio a Roma nella primavera del 1887. Fragile nella salute, ma saldo nella fede, il santo vi rimase per 30 giorni per la consacrazione della basilica che aveva a lungo sognato e per la cui realizzazione aveva lavorato instancabilmente: un’offerta d’amore al Sacro Cuore e ai giovani.
Oggi conservata come piccolo museo, la stanza custodisce il ricordo di quegli ultimi giorni intensi e ricchi di grazia del Fondatore. La visita del Papa, durata quasi dieci minuti, si è svolta in un’atmosfera di raccoglimento e di riverente silenzio. Il Rettore della Basilica, don Francesco Marcoccio, ha brevemente ricordato al Santo Padre le circostanze dell’ultimo soggiorno di Don Bosco a Roma, compresi i due miracoli compiuti durante quel periodo, chiari segni della provvidenza divina che accompagnava il compimento della sua missione mariana e apostolica.
In piedi tra quelle sacre mura, Papa Leone XIV si è soffermato in preghiera. Ha recitato un’Ave Maria, ha affidato al Signore la Famiglia Salesiana in tutto il mondo e ha impartito la sua Benedizione Apostolica. I presenti hanno vissuto quel momento come un momento di profonda comunione: il Successore di Pietro che pregava dove Don Bosco stesso aveva pregato, sofferto e offerto le sue ultime energie per il bene della Chiesa e per la salvezza dei giovani.
Nella circostanza il Santo Padre è stato accompagnato dal Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, dal Rettore della Basilica, don Marcoccio, e dal Parroco, don Javier Ortiz. Per il Rettor Maggiore e la Congregazione, si è trattato di un gesto di profonda umiltà e grande consolazione. Sebbene in passato si fosse pensato di chiedere al Santo Padre di benedire il museo, i Salesiani avevano rinunciato per non appesantire il suo programma. È stato quindi particolarmente significativo che il Papa stesso abbia espresso il desiderio di visitare la stanza di Don Bosco.
Don Attard, visibilmente commosso, ha poi riflettuto: “È stato davvero un grande dono che il Santo Padre ha offerto ai Salesiani e all’intera Famiglia Salesiana. Con sincera semplicità, è rimasto nella stanza di Don Bosco, ascoltando attentamente il racconto di quei momenti significativi. Con profonda devozione, si è avvicinato al piccolo altare dove Don Bosco celebrava la Messa e lì ha pregato in silenzio. La benedizione impartita dal Santo Padre proprio da questa stanza si estende a tutta la Famiglia Salesiana. È un momento storico, unico e indimenticabile. La sua presenza paterna e la sua benedizione sono un dono prezioso per tutti noi”.
Quest’incontro silenzioso prima della celebrazione eucaristica è diventato un segno potente ed eloquente: un ponte tra il carisma di Don Bosco e il cuore vivo della Chiesa. Per i salesiani e i membri della Famiglia Salesiana di tutto il mondo, è stato un momento di rinnovata comunione, incoraggiamento e fervore missionario: una benedizione che rimarrà a lungo impressa nella memoria e nello spirito.
