Nato a Berbenno di Valtellina, in provincia di Sondrio, il 26 gennaio 1924, don Ugo viene ordinato sacerdote tra i Salesiani l'8 marzo 1951. Nel 1965 incontra in Italia un missionario giunto dal Brasile e viene toccato dalla sua testimonianza sulla povertà e la sofferenza delle popolazioni sudamericane. Non resta indifferente, vuole subito intervenire in modo concreto: propone ai catechisti della zona di Arese di andare in Missione in Brasile per aiutare don Pedro. È lo stesso Ugo che racconta questo momento con un’immagine: “è stato come buttare un fiammifero nella benzina”.
Furono 24 i giovani che partirono in nave nella prima spedizione… nacque così l’Operazione Mato Grosso, un filo che unisce Italia e Sudamerica, con l’impegno concreto di moltissimi giovani in tutta Italia che ogni giorno si spendono per sostenere ormai più di 120 missioni in Perù, Ecuador, Bolivia e Brasile, e altrettanti che decidono di regalare un periodo della loro vita (6 mesi, 1 anno, 2 anni…) per mettersi totalmente al servizio dei più bisognosi in Sudamerica.
Le parole lasciate da don Ugo continuano guidare il cammino dell’Operazione Mato Grosso: "Silenzio, fare fatica, fare le cose con arte, saper perdere (anche perdonare). Con queste quattro parole potete andare alla ricerca di Dio".
Durante la giornata di sabato i ragazzi hanno desiderato animare una delle ultime lettere di don Ugo, abbracciati dai luoghi di Don Bosco e dalle montagne piemontesi:
Carissimi ragazzi, la vita è un’avventura
Si vive una volta sola
Aprite gli occhi e le orecchie perché non siamo
Sufficientemente spaventati
Di questo nostro mondo
Anzi troppe volte ci va bene
Non accettiamo più le verità semplici dell’uomo
Che dobbiamo morire
Perché è più facile accomodarsi
Vivere tranquilli ed essere normali.
Quindi ANDATE, PARTITE sarà un lungo VIAGGIO
Troverete l’ALLEGRIA, il BENE
Il DOLORE, la FATICA
Gli AMICI, gli AMORI, le PERSONE CARE
Ma vi mancherà sempre qualcosa
Questo viaggio vi porterà lontano a volte non
Capirete, sarete confusi
Ma voi NON VI DOVETE MAI FERMARE!
FORZA RAGAZZI
Io sono con voi
(P. Ugo)
La lettura della lettera è stata accompagnata, da video, testimonianze e canti, pensati la settimana prima da un gruppo di giovani che hanno desiderato fermarsi e condividere del tempo per preparare un “momento” per la famiglia dell’Operazione Mato Grosso e ascoltare lettere e racconti sulla vita di don Ugo.
I giovani si sono quindi concentrati su ciò che oggi vivono, spendendosi nel cammino dell’Operazione Mato Grosso, dove l’avventura, il rompere gli schemi, sono i temi fondamentali.
È stato poi ricordato l’incontro spirituale tra don Ugo e Don Bosco; un incontro che lo stesso don Ugo ha descritto in varie interviste come “il primo grande amore, come un rapimento, come il desiderio di essere come lui”. Don Bosco lascia a don Ugo un’eredità: educare i giovani alla verità e alla bontà. E ora don Ugo ha lasciato questa eredità ai giovani dell’Operazione Mato Grosso: seguire le orme della verità e della bontà.
Dopo un momento di pausa dedicata al pranzo e alla visita dei luoghi del Colle, la giornata è terminata con la Santa Messa, arricchita con canti e gesti di devozione a Gesù e a Maria.
Il saluto finale è stato ricco di significato: una bandierina sbandierata al cielo, segno di una speranza e una libertà. I ragazzi e le ragazze dell’Operazione Mato Grosso hanno quindi ringraziato profondamente la Famiglia Salesiana per averli accolti al Colle Don Bosco, luogo molto caro a tutti, in cui don Ugo predicò i suoi ultimi ritiri in Italia.
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