Seguono, nel 1878, Marsiglia, con don Giuseppe Bologna, italiano di 30 anni e professo da 9 anni, come Direttore, cui viene affidata un’opera parrocchiale con scuola elementare per i poveri e centro per giovani apprendisti. Nello stesso anno, Don Bosco accetta di prendere in carico una piccola opera rurale in difficoltà avviata da un sacerdote diocesano a La Navarre e a Saint-Cyr-sur-Mer, sempre nel sud della Francia.
Nel 1881, il Capitolo Generale istituisce l’Ispettoria della Francia, composta dalle tre case esistenti (Nizza, Marsiglia e La Navarre) e ne stabilisce la sede a Marsiglia. Il primo ispettore sarà don Paolo Albera, che diventerà Rettor Maggiore nel 1910.
L’8 dicembre 1887, contro il parere del suo Consiglio Generale, ma con il sostegno della Vergine Maria, apparsagli in sogno durante la notte, Don Bosco decide di aprire una nuova casa a Liegi, in Belgio. Sarà l’ultima opera voluta personalmente da Don Bosco vivente.
Lo sviluppo è rapido e, quindici anni dopo, nell’ottobre 1896, la Francia viene divisa in due Ispettorie. L’Ispettoria della Francia del Sud e dell’Africa del Nord, dedicata a San Lazzaro e con sede a Marsiglia, affidata a don Bologna; e l’Ispettoria di Francia Nord e Belgio, con opere a Liegi, Tournai e Hechtel, con sede a Parigi e don Ronchail come primo Superiore.
All’inizio del XX secolo, di fronte alla crescente ostilità anticlericale in Francia, i Superiori di Torino decidono di erigere la “Visitatoria del Belgio” con 4 case (Liegi, Tournai, Hechtel, Verviers) e 51 religiosi (11 italiani, 11 francesi, 29 belgi). L’anno successivo, viene creata l’Ispettoria Belgio-Svizzera. E nel 1903, a seguito della soppressione delle congregazioni religiose in Francia, molti salesiani francesi si trasferiscono all’estero. Il Belgio diventa così una terra di accoglienza per molti, a cominciare dai novizi e gli studenti di Filosofia e di Teologia.
Più recentemente, nel 1999, le ispettorie di Parigi e Lione vengono fuse. E nel 2008, le ispettorie di Francia e Belgio si uniscono, dando vita alla nuova Ispettoria di FRB, con don Joseph Enger come primo Ispettore.
Oggi
Attualmente, l’Ispettoria FRB conta 113 confratelli, con un’età media di 72 anni. Non ci sono novizi quest’anno, ma tre giovani in formazione. L’Ispettoria accoglie anche una ventina di salesiani missionari o presenti temporaneamente (spesso per motivi di studio), provenienti ad esempio da Polonia, India, Vietnam o Repubblica Democratica del Congo. L’ispettoria conta 15 comunità e, a partire dal mese di agosto, avrà un nuovo ispettore, don Xavier Ernst, 43 anni, originario del Belgio.
Le opere
In Francia e Belgio, la rete di opere salesiane conta quasi 60 istituti scolastici, che accolgono oltre 36.000 giovani, di cui circa 3.000 convittori. La rete “Don Bosco Actione Sociale” (DBAS), da parte sua, comprende 96 opere e servizi di azione sociale, costituendo una delle principali istituzioni di ispirazione cristiana in Francia. Essa accoglie, tra gli altri, circa un migliaio di minori migranti.
Inoltre, i Figli di Don Bosco curano pastoralmente 8 parrocchie, tra cui una a Guadalupa, nelle Antille Francesi.
La Famiglia Salesiana
Un Consiglio della Famiglia Salesiana si riunisce due volte l’anno, riunendo i responsabili dei vari rami presenti sul territorio. Ne fanno parte, oltre ai Salesiani di Don Bosco, le Figlie di Maria Ausiliatrice, i Salesiani Cooperatori, gli Exallievi e amici di Don Bosco e – anche se non sono costituiti come gruppo della Famiglia Salesiana – anche i rappresentanti del Movimento Salesiano Giovanile.
Nel territorio di FRB sono inoltre presenti e attivi le Volontarie di Don Bosco, le suore della Congregazione di San Michele Arcangelo e la comunità di Cançao Nova.
Missione educativo-pastorale condivisa
Nell’Ispettoria FRB, ben conosciuta dal nuovo Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, la missione educativo-pastorale è pienamente condivisa tra Salesiani di Don Bosco, Figlie di Maria Ausiliatrice, laici e giovani animatori: “Qui c’è una cultura di cammino fatto insieme – affermava con gioia nel 2018 Don Attard – con una lettura sempre più profonda del carisma salesiano e della realtà in cui siamo inviati. Senza dimenticare l’entusiasmo!”.
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