Italia – Alla Fiera di Roma tra zaini e sacchi a pelo: “Non vediamo l’ora di rivedere il Papa”

31 Luglio 2025
Foto ©: Vatican Media

(ANS – Roma) – Per prendere parte agli eventi giubilari 25mila pellegrini, provenienti da tutto il mondo, pernottano nella grande struttura logistica della “Fiera di Roma”, alla periferia ovest della Capitale. Ragazzi di culture diverse condividono spazi e risorse con i loro coetanei. Una responsabile alla sicurezza: “Come nel mondo dei grandi, per vivere in pace, sono fondamentali educazione, tolleranza e collaborazione”.

Il risveglio delle “sentinelle del mattino”

Il soprannome “Sentinelle del mattino”, assegnato da Papa Giovanni Paolo II ai giovani durante il Giubileo del 2000, è oggi ancora pertinente. Con materassini da campeggio e sacchi a pelo, migliaia di ragazzi e ragazze trascorrono le loro notti tra i padiglioni della fiera. Poi, quando mancano pochi minuti alle sette del mattino, iniziano ad alzarsi, per riunirsi in preghiera. Alcuni recitano le Lodi. Anche un nutrito gruppo di ragazzi francesi si riunisce in un enorme circolo: pregano e pianificano il programma della giornata.

Altri fanno colazione sui tavoli di legno disposti lungo il corridoio che separa i nove padiglioni dove hanno appena pernottato. Ogni padiglione ha una sua efficiente distribuzione di prodotti per la colazione, per tutti, “all’italiana”: croissant, marmellata, fette biscottate, succo di frutta. I ragazzi osservano i volontari impacchettare per loro il primo pasto della giornata. Sempre tra i padiglioni sono state disposte le oltre 250 docce e una fila interminabile di bagni chimici.

Da Parigi, una pellegrina “last minute”

Non manca naturalmente un gonfiabile, disposto tra due cataste enormi di bottigliette d’acqua, che ospita un presidio medico mobile. I medici sono già occupati nella prime ore della mattinata. In fila c’è Eulalie Lescure, 26 anni di Parigi, che ha appena accompagnato un amico dal medico. Racconta la sua partenza sorridendo, definendosi una “last minute pilgrim”: “Ho comprato il biglietto per venire a Roma una settimana fa e non ero molto preparata. Sono venuta da sola, ma con un gruppo di circa 3.000 persone e poi ovviamente, ogni giorno, sto facendo la conoscenza di nuovi pellegrini”.

Eulalie era già alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona e può confrontare le due esperienze. “Ho dormito qui già due notti. Ho dormito bene. L’unico problema sono state le luci: le hanno spente solo all’una del mattino e l’hanno riaccese alle 5. Insomma, abbiamo avuto solo quattro ore di buio. La sistemazione è spartana, ma va benissimo. Non sono venuta per soggiornare in un hotel a cinque stelle. Non è questo il punto. Credo che averci sistemato tutti qui è una buona idea. A Lisbona ero una volontaria, qui vivo il Giubileo da pellegrina. Sono stata alla Messa di apertura del Giubileo dei Giovani in piazza San Pietro. È stato molto bello, soprattutto vedere il Papa. Abbiamo visitato il Centro di Roma e San Giovanni in Laterano, ho fatto la conoscenza di tanti italiani, spagnoli, portoghesi”.

Tre anni di raccolta fondi per essere a Roma

Proprio dal Portogallo viene Nuno Riberio, 31 anni originario della città di Porto. È giunto a Roma con un gruppo di 29 persone: essere qui ora è per lui il meritato premio di molti sforzi. “Da tre anni organizziamo iniziative nella nostra città con lo scopo di racimolare i soldi per questo viaggio a Roma. Speriamo di poter godere al massimo di tutte le iniziative organizzate per noi. Non vediamo l’ora – confessa con un po’ di emozione - di incontrare di nuovo il Papa nel fine-settimana”.

Dormire in un padiglione da fiera con migliaia di altri ragazzi non è un’esperienza che si fa ogni giorno. “Siamo venuti con un buon equipaggiamento da campeggio – spiega Nuno –. Quindi dormire qui, in questi padiglioni, non è stato un problema. Siamo stati bene, nelle due notti che abbiamo pernottato qui”. L’unica piccola criticità - autentico segno dei tempi - è ricaricare le batterie dello smartphone. “I vouchers per ottenere i pasti si prenotano attraverso una app. Quindi lo smartphone deve essere sempre carico. Siamo riusciti a ricaricarlo, ma non è stato sempre facile”, conclude Nuno.

Poi il pensiero va ai tanti ragazzi che potrebbero arrivare da Paesi coinvolti in conflitti bellici. “È bello incontrare persone che vengono da altre parti del mondo e condividere la loro esperienza. Quello che noi giovani possiamo fare è raccogliere informazioni su quello che succede nei Paesi delle persone che incontriamo, anche rispetto a luoghi e situazioni che non conosciamo. Ci sono tanti Paesi in guerra, di cui noi giovani non sappiamo nulla”.

Alla Fiera di Roma un mondo in miniatura che vive in pace

Tante lingue, tante culture, tante modalità di comportamento diverse. In questi giorni i padiglioni della Fiera di Roma forniscono uno spaccato rappresentativo di un mondo in miniatura, con i suoi problemi di condivisione di spazi e risorse comuni che devono bastare per tutti. Come nel mondo esterno, anche qui per andare d’accordo e vivere in pace, serve la collaborazione di tutti.

Sofia Colonna, 22 anni di Messina, è una volontaria. “Sono responsabile della sicurezza del padiglione 7. Il mio compito, insieme agli altri volontari del mio gruppo, è fare sì che i pellegrini si trovino bene nel loro padiglione e che prevalga un clima di serenità”. Chi si occupa di sicurezza conosce bene gli ingredienti di una convivenza pacifica. “I pellegrini giovani sono tutti molto vivaci, tutto qui si svolge però entro i confini di una formazione cattolica, dunque, di base c’è un forte senso di educazione e di voglia di collaborare. La collaborazione dei pellegrini è fondamentale per contribuire a creare un clima positivo”.

Giovani custodi dell’acqua

In occasione del Giubileo dei giovani, ACEA, azienda municipalizzata impegnata nel settore idrico ed elettrico, sta garantendo l’approvvigionamento idrico tramite una condotta appositamente realizzata a Tor Vergata e tramite il posizionamento di autobotti a supporto degli eventi in programma. Inoltre, durante la settimana l’azienda sta sensibilizzando migliaia di giovani, accompagnandoli a scoprire il proprio ruolo di “custodi dell’acqua” e mostrando concretamente che ciascuno di loro rappresenta “la goccia” decisiva per un futuro sostenibile.

Daniele Piccini

Fonte: Vatican News

InfoANS

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