Italia – Giubileo dei Giovani, l’Angelus: vicini ai giovani che soffrono e con lo sguardo proiettato a Seul 2027

04 Agosto 2025
Foto ©: Vatican Media

(ANS – Roma) – Il pensiero è per tutti. Per i giovani di Gaza, dell’Ucraina, delle terre bagnate dal sangue provocato dai conflitti. Per Pascale, morta per un attacco cardiaco durante il cammino verso Roma, e per Maria, deceduta prima di intraprendere il viaggio. È per gli accompagnatori - vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, educatori - che si sono fatti carico di queste carovane di ragazzi, anche giovanissimi. È per tutti coloro che parteciperanno nel 2027 alla Giornata Mondiale della Gioventù a Seul, in Corea del Sud, e per i coreani che sventolano orgogliosi la loro bandiera. È anche, e soprattutto, per i “tanti giovani” che non hanno potuto partecipare all’evento di Roma, di quei Paesi “dove era impossibile uscire”.

Una “cascata di grazia”

Dal grande palco rosso, bianco e oro, posto nel cuore di Tor Vergata, lo sguardo di Papa Leone si estende al mondo intero, rappresentato dal microcosmo di volti e anime radunati nella spianata romana per il Giubileo dei Giovani. Con i ragazzi di ogni età e Paese, il Pontefice ha trascorso la Veglia e celebrato la Messa. Poi recita l’Angelus e concede la benedizione finale, a sugello di quello che si preannunciava – e così si è confermato – come l’evento più imponente e partecipato dell’intero Anno Santo. È stato una cascata di grazia per la Chiesa e per il mondo intero! E lo è stato attraverso la partecipazione di ognuno di voi. Per questo voglio ringraziarvi ad uno ad uno, con tutto il cuore” afferma.

La consolazione del Papa a chi soffre

Come già alla Veglia, Leone XIV vuole ricordare ancora María e Pascale, “le due giovani pellegrine, una spagnola e l’altra egiziana, che ci hanno lasciato in questi giorni”. E sono parole di consolazione e incoraggiamento anche quelle che il Papa, in inglese, rivolge a tutti i ragazzi che vivono sotto il rumore delle bombe, nella paura degli attacchi, nell’orrore della perdita e della distruzione. “Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina, con quelli di ogni terra insanguinata dalla guerra” afferma senza mezzi termini.

Il mondo nuovo con Cristo e l’invito a Seul

Anzi, vedendo tanti mali, Leone consegna un chiaro appello: “Miei giovani fratelli e sorelle, voi siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti non si risolvono con le armi ma con il dialogo”. “Sì, con Cristo è possibile! Con il suo amore, con il suo perdono, con la forza del suo Spirito”

Per questo rinnova già l’invito e richiama tutti i giovani all’appuntamento a Seul, Capitale della Corea del Sud, per la Giornata Mondiale della Gioventù 2027. “Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo! (Gv 16,33)” sarà il tema della Giornata. “Proprio la speranza che abita nei nostri cuori ci dà la forza di annunciare la vittoria di Cristo Risorto sul male e sulla morte; e di questo voi, giovani pellegrini di speranza, sarete testimoni sino ai confini della terra”, esorta il Pontefice, prima di ribadire: “continuiamo a sognare insieme, a sperare insieme!”.

Un pensiero a chi non ha potuto partecipare e una missione per i giovani

Prima di compiere un ultimo giro in papamobile per salutare ancora quanti più giovani possibile, il Santo Padre manda un pensiero ai tanti giovani impossibilitati a partecipare: “In tanti Paesi dove era impossibile uscire, ci sono posti dove i giovani non hanno potuto per le ragioni che conosciamo”.

Per questo la conclusione è un nuovo appello del Pontefice ai giovani presenti a Roma: “Voi siete sale della terra, luce del mondo e portate questo saluto a tutti i vostri amici, a tutti i giovani che hanno bisogno di un messaggio di speranza. Grazie a tutti voi e buon viaggio!”

Fonte: Vatican News

InfoANS

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