Il Card. Artime, che è stato per anni alla guida dei Salesiani di Don Bosco, oggi è Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, mentre don Costa, e già Direttore della Libreria Editrice Vaticana (LEV), è un esperto di comunicazione del mondo salesiano.
Tra le questioni in primo piano, la crisi delle vocazioni. In una tendenza che sembra inarrestabile, sempre meno giovani decidono di entrare nei monasteri o nei conventi. Ma è la stessa crisi – si sottolinea nel libro – che tocca altre scelte di vita, come per esempio quella matrimoniale. "Il benessere talvolta genera una cultura dell’individualismo e dell’autorealizzazione immediata – argomenta il cardinale Artime –, che può rendere più difficile accogliere impegni a lungo termine o scelte di vita definitive”.
Ma c’è anche una crisi di valori più complessiva: “Se la famiglia e la società non trasmettono valori forti come la solidarietà, il senso di responsabilità, la spiritualità o la ricerca del senso della vita, i giovani possono crescere senza punti di riferimento”.
Tuttavia, anche se in calo, la componente dei consacrati, tra religiosi e suore, resta importante per la Chiesa. “In passato fu molto più numerosa – ricorda il cardinale salesiano – ma oggi possiamo parlare giustamente di una realtà viva nella Chiesa, che è come il lievito nella massa”. Fondamentale resta interpretare questa scelta come servizio: “Tremo, provo timore e perfino terrore di fronte a tutto ciò che riguarda giovani consacrati e seminaristi che si sentono un’élite, che credono di essere qui per insegnare tutto a tutti come se fossero in possesso dell’unica verità. Quanto è pericoloso questo atteggiamento e, purtroppo, si avvertono venti che hanno questo odore”.
Infine, sugli abusi: “Un singolo caso all’interno della Chiesa è una tragedia”.
Fonte: ANSA
