“L’IA nelle aule è una realtà che non possiamo ignorare, ma il suo utilizzo comporta molti rischi se gli studenti non sanno come usarla”, spiega Bernadàs. Per il professore dell’EUSS, l’IA può servire ad “accelerare la produzione di contenuti” a condizione che “si sia esperti nel campo specifico”. Questo è proprio il problema degli studenti: non hanno abbastanza esperienza per individuare gli errori, le incoerenze o i paradossi di strumenti come ChatGPT.
Per questo motivo, l’EUSS è convinta che sia necessario “facilitare la riflessione e lo spirito critico di fronte alle risposte dell’IA affinché gli ingegneri e le ingegnere del futuro possano svilupparsi professionalmente con successo”.
Questa idea è il risultato della prova pilota che è stata fatta quest’anno nell’ambito del corso dell’Ufficio Tecnico e di Gestione dei Progetti. I docenti hanno notato l’uso dell’IA nei compiti e nelle consegne degli studenti che riflettevano “una fiducia cieca nelle risposte dell’IA”.
Sulla base di questo risultato, l’équipe del corso ha ritenuto necessario regolamentare l’uso di questi strumenti, ma soprattutto formare gli studenti al loro utilizzo. La prima azione è stata quella di organizzare una sessione per spiegare il funzionamento dei modelli di apprendimento automatico: l’introduzione dei dati per il loro addestramento, il ruolo della creatività nei risultati forniti e i loro limiti. La seconda misura è stata quella di applicare i criteri dell’American Psychological Association (APA) nella citazione obbligatoria dei contenuti assistiti o generati da strumenti di IA.
IA vietata, limitata, consentita o obbligatoria
La prova pilota del corso ha suscitato l’interesse di tutto il corpo docente dell’Università. In questo senso, la squadra direttiva ha deciso di avviare un processo partecipativo per regolamentare l’uso dell’IA nelle aule e formare il personale del centro affinché acquisisca una conoscenza approfondita di questi strumenti.
Nel corso di questo semestre, i docenti hanno iniziato a discutere sul ruolo che l’IA dovrebbe avere nelle loro materie. Le materie sono state classificate in base al grado di presenza consentito di questi strumenti: vietato, limitato, consentito o obbligatorio.
Per il responsabile degli studi dell’EUSS, Víctor Martínez, questo lavoro ha permesso di “aprire un dibattito che era inevitabile” e di iniziare a lavorare ad “alcuni criteri comuni”. “Quello che abbiamo fatto è stato muoverci in anticipo rispetto ad un cambiamento strutturale nell’educazione superiore”, aggiunge.
Parallelamente a tutto questo lavoro, l’università collabora anche con le altre Istituzioni Salesiane di Educazione Superiore (IUS) europee a un progetto di ricerca su come l’IA stia trasformando l’esperienza educativa nei diversi centri. “L’IA è un cambiamento di paradigma che influisce direttamente sul rapporto tra docente e studente”, afferma Andreu Moreno, responsabile della Pastorale dell’EUSS. “Farlo insieme è una decisione strategica: la ricchezza di questa ricerca risiede proprio nella diversità”, conclude.
A proposito dell’EUSS
Con una tradizione educativa che risale alla fine del XIX secolo, la Scuola Universitaria Salesiana di Sarrià, a Barcellona, è un istituto di studi superiori che ha come missione la formazione e lo sviluppo integrale dei futuri ingegneri e responsabili industriali, ponendo particolare enfasi sulla parte pratica degli studi e sull’inserimento lavorativo, promuovendo al contempo la partecipazione attiva e lo spirito.
Fonte: Salesianos.info
