Advocacy: rafforzare la voce salesiana globale
La mattinata si è aperta con una sessione di grande impatto guidata da don Antoine Farrugia e Sara Sechi, Segretaria Esecutiva di “Don Bosco International” (DBI), incentrata su come l’advocacy trasformi le esperienze vocazionali di base in un contributo credibile per le politiche globali. La presenza del DBI presso le sedi delle Nazioni Unite a New York, Ginevra, Vienna e Nairobi, nonché presso l’Unione Europea a Bruxelles, garantisce che la voce del mondo salesiano contribuisca al dialogo internazionale su gioventù, lavoro e istruzione.
Sottolineando l’importanza dei dati, Sara Sechi ha ricordato ai partecipanti che informazioni affidabili e aggiornate provenienti dai centri di formazione rafforzano la credibilità della rete nei forum globali. È attualmente in fase di progettazione un sistema pilota di raccolta dati digitale per garantire una rendicontazione coerente e comparabile in tutte le regioni.
I coordinatori regionali hanno poi condiviso l’impressionante portata della missione di “Don Bosco Tech”:
- India: oltre 485.000 giovani formati attraverso 740 centri in 28 stati, in collaborazione con 28.000 datori di lavoro e con una partecipazione femminile del 48%;
- Africa: 190 centri in 35 Paesi, che formano 45.000 studenti all'anno e più di 600.000 dal 2014, anche attraverso l'innovativo Virtual Training Institute;
- Regione ASEAN: 36 centri in 8 Paesi, con 15.000 diplomati tra il 2022 e il 2024, il 71% dei quali ha trovato un impiego;
- Europa: 211 centri in 22 Paesi, che collaborano attivamente con DBI nella promozione della formazione professionale a livello UE.
Mentre l’UE si prepara a lanciare una nuova strategia per l’istruzione e la formazione professionale (IFP) nel giugno 2026 — che dovrebbe porre l’accento sulla modernizzazione e l’inclusione — il DBI mira a garantire che l’approccio olistico di Don Bosco all’istruzione, inteso come empowerment e trasformazione sociale, rimanga al centro di queste discussioni.
Definire un quadro globale per il futuro
La seconda sessione principale della giornata è stata dedicata al perfezionamento del “Don Bosco Tech World Vision Framework”, che guiderà la direzione globale della rete fino al 2030. I partecipanti hanno riesaminato i sei pilastri strategici proposti: Identità; Scalabilità e Promozione; Impatto sociale e Trasformazione; Governance; Gestione dei dati e Garanzia della qualità; e Sostenibilità.
Le discussioni si sono concentrate sul rendere il quadro più orientato all’azione, consolidando le aree di sovrapposizione e integrando gli standard salesiani chiave – protezione dei minori, uguaglianza di genere e salvaguardia – come elementi non negoziabili in tutti i centri. Un sistema di classificazione a stelle proposto aiuterà a misurare le prestazioni, la trasparenza e la coerenza della qualità.
“L’identità di Don Bosco Tech è il suo cuore e la sua anima”, ha affermato un partecipante, sottolineando come la fedeltà al carisma salesiano debba rimanere centrale anche mentre la rete si modernizza. L’obiettivo finale del quadro è chiaro e concreto: un ecosistema di istruzione e formazione tecnica e professionale (TVET) coerente, basato sui dati e guidato dalla missione entro il 2030.
Innovazione a San Callisto: la tradizione incontra il futuro
Nel pomeriggio, i partecipanti hanno visitato il CNS-FAP a San Callisto, un luogo ricco di simbolismo storico per la missione salesiana. Lì hanno incontrato don Giuliano Giacomazzi e don Mario Tonini, che hanno guidato un’interessante sessione sulla collaborazione con l’industria, la sostenibilità e l’innovazione — compreso l’uso dell’Intelligenza Artificiale nella formazione professionale.
Un momento saliente è stata la presentazione di un sistema pilota per la doppia certificazione a sostegno dei lavoratori filippini in Italia. Dopo aver inserito oltre 700 lavoratori lo scorso anno e prevedendone quasi 900 quest’anno, questa iniziativa dimostra come il riconoscimento condiviso delle competenze possa facilitare la mobilità e ridurre la costosa riqualificazione tra i vari paesi. Sono in corso piani per formalizzare partnership con le scuole salesiane di formazione professionale italiane per estendere questo modello in tutta Europa.
Don Giuliano Giacomazzi ha anche condiviso i risultati incoraggianti di un progetto di integrazione dell’IA implementato in 26 scuole salesiane, che ha coinvolto 700 insegnanti e 9.000 studenti, e sviluppato in collaborazione con “Google for Education” e le università di Venezia. Gli educatori hanno segnalato un risparmio del 30% nel tempo di preparazione e un aumento del 40% nelle esperienze di apprendimento personalizzate. È in fase di sviluppo un quadro etico nazionale sull’IA per garantire che la tecnologia rimanga uno strumento per lo sviluppo umano piuttosto che un sostituto dell’apprendimento autentico.
Una missione, una famiglia globale
Il terzo giorno ha ribadito lo spirito che unisce “Don Bosco Tech” in tutto il mondo — una rete ricca di diversità ma ancorata a un'unica missione: promuovere la dignità, le opportunità e la trasformazione attraverso l'istruzione e il lavoro. Dagli incontri di advocacy alle Nazioni Unite alla sperimentazione dell'IA nelle aule, ogni iniziativa punta a uno scopo condiviso: preparare i giovani non solo al lavoro, ma alla vita.
Esquiline Antony Raji Niveditha
Don Bosco Tech India
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