Il battello “Aventino” che portò Don Bosco a Roma

Nel febbraio del 1858, Don Bosco si recò a Roma per la prima volta, accompagnato da Michele Rua, che all’epoca era un chierico di appena 21 anni. La prima visita alla Città Eterna fu per Don Bosco un’esperienza intensa, che lui stesso non tenne per sé, ma condivise con i suoi giovani con l’entusiasmo e la passione educativa che lo contraddistinguevano.

Arrivare a Roma fu una prova dura. Don Bosco partì da Torino e arrivò al porto di Genova, da dove si imbarcò per Civitavecchia, anticamera di Roma. Il viaggio fu fatto a bordo di un battello a vapore chiamato Aventino, un nome ispirato a uno dei colli di Roma.

All’epoca era comune che i bastimenti prendessero i nomi dai luoghi più famosi delle zone verso cui erano diretti. E così, oltre all’Aventino, esistevano altri chiamati Vaticano e Quirinale.

L’Aventino era solito partire da Marsiglia, per poi toccare Genova, Livorno, Civitavecchia, e continuare per Napoli, Messina e Malta. Al ritorno ripeteva lo stesso percorso fino a Marsiglia. Si chiamava anche battello postale perché portava lettere, pieghi, ecc.

Nonostante molte difficoltà e il mal di mare, grazie a questo battello Don Bosco arrivò a Roma, dove rimase fino al 16 aprile dello stesso anno. A Roma si dedicò con fervore alle visite e alle devozioni previste, fino a partecipare ai solenni riti pasquali officiati dal Pontefice, Papa Pio IX.

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