Quando il politico Mariano Baptista era Ministro plenipotenziario a Buenos Aires, aveva già incontrato i salesiani. Fu lì che nacque la preoccupazione e l’interesse di avere il carisma salesiano presente in Bolivia, un desiderio che egli realizzò come Presidente della Repubblica di Bolivia (1892-1896). Fu così che l’8 ottobre 1895 fu firmato a Torino un documento e fu possibile ottenere da Don Rua, all’epoca Rettore Maggiore della Società di San Francesco di Sales, il personale per la fondazione di due collegi di arti e mestieri nelle città di La Paz e Sucre.
Lunedì 13 gennaio 1896, 14 salesiani furono inviati da Buenos Aires per fondare i tanto desiderati istituti in Bolivia. E il 17 febbraio, dopo un lungo e movimentato viaggio, il primo gruppo di salesiani arrivò a La Paz, nel bel mezzo delle feste di carnevale, venendo accolto dai rappresentanti del governo e della società di La Paz.
Per ordine del Governo Boliviano, ai Salesiani di Don Bosco venne consegnato ufficialmente un edificio, con il terreno e i beni di quello che era l’Istituto Nazionale Boliviano (situato nell’avenida 16 de Julio), che venne subito ribattezzato come “Scuola di Arti e Mestieri” con 60 giovani esterni. Contemporaneamente, veniva inaugurato l’oratorio festivo, che iniziò con 400 bambini e ragazzi nella prima settimana, numero che nel corso di poche settimane aumentò fino a più di 1.000. Queste e le successive presenze che vennero fondate facevano dell’Ispettoria “Santa Rosa da Lima” del vicino Paese del Perù, con la quale formavamo un’unica circoscrizione bi-nazionale.
Questa situazione durò fino al 28 dicembre 1962, data in cui il Consiglio Generale, presieduto dal Rettor Maggiore Don Renato Ziggiotti, approvò la creazione della nuova Ispettoria. Il 9 gennaio 1963 la Santa Sede approvò la decisione e concesse la rispettiva autorizzazione. Il 17 dello stesso mese, il Rettor Maggiore emise il decreto di erezione della nuova Ispettoria, con il nome di “Madonna di Copacabana”, il cui primo Ispettore fu don Pedro Garnero. Ad essa venivano assegnate otto case, cinque delle quali sono attive ancora oggi, anche se alcune con un’attività diversa: l’istituto “Don Bosco” di La Paz, l’istituto “Don Bosco” di Cochabamba, l’istituto agrario “Muyurina”, nella città di Montero (Santa Cruz), l’istituto “Domingo Savio” di Calacoto (La Paz) e la casa per ritiri “Fatima-Don Bosco” (Cochabamba).
Grazie alla passione apostolica dei primi salesiani che guidarono l’Ispettoria, aiutati dall’apertura missionaria del gemellaggio con diverse Ispettorie italiane, nonché dalla tenacia e dalla generosità di figure emblematiche di altri giganti missionari, la presenza salesiana in Bolivia si è consolidata e ha esteso la sua proposta educativa e pastorale alle aree rurali e contadine, ai centri minerari, fino a un significativo contributo nel campo della promozione di bambini, adolescenti e giovani a rischio e vulnerabilità sociale. Le prime otto case, nel tempo, sono diventate 16, grazie all’aumento delle vocazioni locali e alla continua crescita di collaboratori laici identificati con il carisma e la missione salesiana.
Espressione concreta di quest’opera di corresponsabilità sinodale nel campo specifico dell’educazione formale sono le Scuole Popolari Don Bosco (EPDB, in spagnolo), una rete di oltre 300 scuole convenzionate (Stato-Chiesa), presenti in quasi tutto il territorio, attraverso le quali si promuove e si coltiva la qualità educativa e la maturità integrale, a partire dal Sistema Preventivo, soprattutto tra i giovani più poveri e negli ambienti popolari.
Sulla stessa linea, la proposta educativa salesiana è stata estesa all’educazione superiore, attraverso la creazione dell’Università Salesiana, offrendo la possibilità di una formazione professionale con un approccio antropologico cristiano ai giovani che, a causa delle loro limitate risorse, altrimenti non avrebbero potuto intraprendere una carriera professionale e intravvedere un inserimento lavorativo specifico e competente.
Negli ultimi anni, nell’ambito del processo di riorganizzazione territoriale, l’Ispettoria si è aperta a frontiere geografiche prima impensate, dando vita a una presenza nell’Amazzonia boliviana, localizzata nella città di Cobija, capoluogo del dipartimento di Pando, nel Nord del Paese, dove si stanno progressivamente affermando una serie di iniziative educative e pastorali, che vanno dall’oratorio festivo al sostegno scolastico e alla cura pastorale nei quartieri più vulnerabili.
In questi quasi 130 anni di presenza in Bolivia, i Salesiani hanno “messo radici” in diverse regioni del Paese, attraverso l’inculturazione del carisma, l’impegno per l’educazione integrale della persona, privilegiando sempre i giovani, soprattutto quelli con risorse limitate, grazie alla collaborazione e alla missione congiunta con la Famiglia Salesiana e con altre istituzioni con cui hanno stabilito alleanze educative strategiche.
Qui è disponibile un video che presenta brevemente la realtà dell'Ispettoria BOL.
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