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31/1/2012 - Spagna - Veramente i giovani sono in crisi?
Foto Service-SPAGNA - VERAMENTE I GIOVANI SONO IN CRISI?

Riconoscere il mondo dei giovani: alcune chiavi per comprendere il loro modo di pensare

Martedì 27 dicembre 2011, ha avuto luogo presso l’opera salesiana di Martí-Codolar una giornata di formazione sul tema “Riconoscere il mondo dei giovani”; un incontro che avvalendosi di due interventi, ha aiutato i 130 partecipanti ad avvicinarsi alla realtà dei giovani di oggi e analizzare i loro valori.
La prima conferenza “Valori e controvalori dei giovani di oggi”, è stata tenuta dal sociologo Juan M. González-Anleo, uno degli autori del rapporto “Giovani Spagnoli 2010”, una ricerca educativo-sociale, che ha avuto come oggetto di studio e analisi i minori e i giovani.

Il dr. González-Anleo ha spiegato come i giovani di oggi siano, in molte occasioni, un collettivo che si percepisce come un problema e che ha delle relazioni con le droghe, la promiscuità e con uno spirito di “Peter Pan” per il quale vuole estendere al massimo il periodo della gioventù, concepita come una fase della vita da godere il più possibile.

Gónzalez-Anleo ha sottolineato che “i giovani di oggi sono i grandi eredi del fallimento ideologico del XX secolo”, e che questo li segna profondamente. I giovani hanno visto come la maggior parte delle lotte ideologiche iniziate dai loro padri – come la rivoluzione del Maggio 1968 contro la società del consumo – si sono man mano sfumate e la realtà di oggi è quella del modello capitalista di consumo in cui il beneficio economico sta sopra tutte le altre cose.

In questo contesto, quando si è chiesto ai giovani (rapp. “Giovani Spagnoli 2010”) se fossero interessati a ricevere una formazione ai valori hanno rispondono, quasi al 100%, che sono molto o abbastanza interessati. E i valori sui quali giovani e adulti convergono sono la tolleranza, il rispetto, l’onestà e la responsabilità.

Il sociologo ha affermato che “la domanda di valori dei giovani è più ampia dell’offerta degli adulti” e questo dato spinge a riflettere sulla necessità di concentrare gli sforzi sulla popolazione educatrice.

Classifica delle cose più importanti per i giovani di oggi
Dal rapporto è emerso che le cose più importanti per i giovani sono, dalla più importante alla meno importante: la famiglia, la salute, gli amici e i conoscenti, guadagnare denaro allo scopo di poterlo spendere per l’ozio, la coppia, la politica e, all’ultimo posto, la religione.

Gónzalez-Anleo ha spiegato che questa classifica manifesta l’enorme differenza tra ciò che i giovani percepiscono come lontano o vicino. È importante che i giovani di oggi – a differenza di quelli di alcuni anni fa – mettano la famiglia al primo posto e questo si deve al fatto che in grande misura hanno fiducia in essa e si trovano molto bene in casa perche nella maggior parte “non hanno problemi”: non si deve discutere per gli orari di entrata e di uscita, non si parla di temi politici, né religiosi e si evita al massimo il confronto.

“I genitori non si scontrano per niente con i loro figli e questo rimanda al concetto delle cosiddette ‘famiglie light’”, ha affermato il sociologo.

Fino a che punto una “famiglia light” può educare ai valori? Ed è qui che inizia il triangolo Famiglia – Scuola – Mezzi di comunicazione  e il problema di chi si deve far carico di formare ai valori. Se la famiglia non si ritiene capace di questa educazione ai valori perché preferisce evitare il confronto, la scuola pensa che questo compito deve iniziare a casa e che “loro” hanno già abbastanza lavoro con l’insegnamento delle materie scolastiche... e dato che i mezzi di comunicazione centrano i loro valori sull’ottenere il massimo beneficio dai prodotti che offrono (programmi di tele-spazzatura, reality shows, ecc), la situazione si complica molto.

I giovani e la religione
I giovani di oggi percepiscono la religione come qualcosa di molto lontano e all’ultimo posto come importanza. Questo rifiuto, ha spiegato González-Anleo, è profondamente marcato dalla visione negativa che gran parte della gioventù ha della “chiesa gerarchica”, ritenuta: troppo ricca (79%), antiquata in materia sessuale (78%), con precetti che non permettono di godere della libertà – uno dei valori più apprezzati dai giovani – e con troppo peso nella società attuale.

Anche se i giovani sono capaci di vedere gli aspetti positivi della Chiesa – aiuta i poveri ed emarginati, dà norme che aiutano a vivere con più moralità e offre un rifugio spirituale agli uomini – la percezione negativa domina su quella positiva. 

Nella riflessione di Gónzalez-Anleo la Chiesa ha un grosso problema di marketing, che fa sì che l’immagine che arriva alla maggior parte della gente attraverso i mezzi di comunicazione sia inadeguata e che, inoltre, non risponde alla realtà delle comunità di base cristiane di una Chiesa vicina ai più bisognosi. In tempo di crisi l’esempio della Caritas, e di molte altre realtà religiose, è più che significativo.

Interpellato dall’uditorio su quali sono le chiavi dell’evangelizzazione dei giovani di oggi, il sociologo ha commentato che è fondamentale fare un buon marketing tra i giovani e “questo comincia con l’ascoltare i loro bisogni”. Le chiavi potrebbero essere: orientare al senso della vita, la libertà e l’auto espressione integrale, una maggiore uguaglianza e una comunità calorosa. E la ricostruzione di tre messaggi: il senso, la salvezza e la comunità.

Sfide attuali e risposta salesiana alla gioventù europea
Il salesiano don Alexandre Damians, esperto in pedagogia preventiva, valori umani, accompagnamento e leadership, ha analizzato le sfide attuali e la risposta salesiana alla gioventù nel contesto europeo.

Don Damians ha spiegato che la società europea si trova in un momento in cui il modello consumista ha scatenato la perdita dei valori che hanno come centro la persona e la sua crescita personale, a vantaggio dei benefici commerciali. “La società non ci fa riflettere sul perché facciamo le cose, ma ci insegna come farle e ottenere il massimo beneficio (commerciale)”.

Ha aggiunto che esiste un falso concetto di autonomia che porta all’egoismo, ad una dittatura del relativismo (senza etica) e alla disperazione del nichilismo che conduce all’angoscia esistenziale.

Malgrado ciò, Damians crede che ora più che mai è “l’ora dei Salesiani” e il momento per mettere in pratica il Sistema Preventivo di San Giovanni Bosco che si basa sull’  Amorevolezza (fraternità), la Ragione (pensiero) e la Religione (senso e felicità) e che ha come asse fondamentale l’educazione nel suo senso più ampio.

Il salesiano ha esortato ogni comunità, secondo la sua realtà, a lavorare per cercare di creare un clima  di fraternità che permetta di guadagnare la fiducia dei giovani. “Una volta che hai ottenuto la fiducia di un giovane già hai ottenuto tutto”. Ed ha ricordato che è un buon momento per applicare la pedagogia salesiana della gioia e del sorriso perché molte volte “una buona faccia a tavola è tutto”, in riferimento alla  necessità di essere amabili ed empatici con tutti, però specialmente con i giovani perché aprano le porte del loro mondo.

(traduzione dallo spagnolo a cura della redazione)

Pubblicato il 31/01/2012

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